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# Passaporto digitale di prodotto dell’UE 2026: dove si collocano ora il passaporto delle batterie e ESPR — qr3.app Blog

> Webinar, strumenti open source, nuove norme: lo stato del passaporto digitale di prodotto dell’UE a luglio 2026, in sintesi e con fonti per i professionisti.

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12 luglio 2026 6 min di lettura [Normativa](/it/blog/category/regulation/) [digitaler-produktpass](/it/blog/tag/digitaler-produktpass/)[batteriepass](/it/blog/tag/batteriepass/)[espr](/it/blog/tag/espr/)[eu-regulierung](/it/blog/tag/eu-regulierung/)[gs1-digital-link](/it/blog/tag/gs1-digital-link/)[dpp-infrastruktur](/it/blog/tag/dpp-infrastruktur/)

# Passaporto digitale di prodotto dell’UE 2026: dove si collocano ora il passaporto delle batterie e ESPR

Webinar, strumenti open source, nuove norme: lo stato del passaporto digitale di prodotto dell’UE a luglio 2026, in sintesi e con fonti per i professionisti.

di **QR3 Redaktion**

![Passaporto digitale di prodotto dell’UE 2026: dove si collocano ora il passaporto delle batterie e ESPR](https://qr3-blog-agent.meistern.workers.dev/cdn/blog/regulation-20260712/hero.png)

L’estate 2026 non concede tregua per il passaporto digitale di prodotto dell’UE (DPP): la Commissione europea organizza webinar, i consorzi di ricerca avviano ambienti di test e le associazioni industriali mettono in guardia da un ambito di applicazione eccessivamente ampio. Questo articolo fa il punto sugli sviluppi più importanti delle ultime settimane, senza linguaggio di marketing e con riferimenti concreti alle fonti.

## Passaporto delle batterie: la scadenza di febbraio 2027 si avvicina

### Il secondo webinar della Commissione offre orientamento

Il 7 luglio 2026 la Commissione europea ha organizzato il suo secondo webinar sul passaporto digitale delle batterie. Al centro dell’incontro vi erano i requisiti relativi ai dati, l’interoperabilità e il livello effettivo di preparazione dell’industria. Il messaggio è stato chiaro: l’obbligo si applicherà da febbraio 2027; chi non ha ancora iniziato l’implementazione rischia l’esclusione dal mercato.

La base giuridica è il [Regolamento sulle batterie (UE) 2023/1542](https://eur-lex.europa.eu/legal-content/DE/TXT/?uri=CELEX:32023R1542), entrato in vigore nell’agosto 2023. Si tratta del primo caso concreto di applicazione del DPP e distingue implicitamente tra due categorie di dati:

- **Dati statici** – stabiliti al momento dell’immissione sul mercato: composizione chimica, produttore, capacità, impronta di CO₂

- **Dati dinamici** – cambiano durante l’utilizzo: lo State of Health (SoH) e lo State of Charge (SoC) variano a ogni ciclo di carica e scarica

Questa distinzione ha conseguenze tecniche rilevanti. Un sistema che scrive i dati solo al termine della produzione non soddisfa i requisiti del passaporto del ciclo di vita. I sistemi backend devono poter ricevere, versionare e distribuire gli aggiornamenti.

### BatteryPass-Ready: ambiente di test pubblico dal 24 giugno

Parallelamente ai lavori della Commissione, il consorzio BatteryPass-Ready ha avviato il 24 giugno 2026 un [ambiente di test pubblico per il passaporto digitale delle batterie](https://www.ipk.fraunhofer.de/de/referenzen/batterypass-ready.html). Produttori e fornitori possono validare le proprie strutture dati prima di trasferirle nei sistemi di produzione. Il Fraunhofer IPK coordina il consorzio; l’ambiente è liberamente accessibile e utilizzabile gratuitamente.

A integrazione di ciò, nel luglio 2026 i ricercatori hanno pubblicato la [Digital Passport Assessment Workbench (DP-AWB)](https://open-research-europe.ec.europa.eu/articles/6-82) come strumento open source. Questo strumento calcola risultati di valutazione deterministici direttamente dalle specifiche dei modelli SHACL e verifica così se una struttura dati DPP soddisfa i requisiti formali. Chi desidera validare implementazioni proprie del passaporto trova qui una procedura di verifica leggibile dalle macchine, senza dipendere da servizi commerciali di conformità.

### Spiegazione delle norme: webinar CEN/CENELEC del 25 giugno

Un giorno prima del lancio di BatteryPass-Ready, il 25 giugno 2026 CEN e CENELEC hanno tenuto un [webinar pubblico](https://www.cencenelec.eu/news-and-events/events/webinar-how-to-become-compliant-with-eu-digital-product-passport-legislations-guidance-on-the-recent-published-european-standards/) per illustrare le norme europee pubblicate di recente. L’evento era rivolto alle imprese con domande concrete sull’implementazione: quale norma si applica a ciascun tipo di prodotto? In che modo il GS1 Digital Link si rapporta al requisito relativo al Carrier? Registrazioni e materiali sono disponibili sul sito web di CEN/CENELEC.

Come formato preferenziale per collegare il prodotto fisico al set di dati digitale è previsto il GS1 Digital Link. Consente di utilizzare un unico codice QR che, a seconda del contesto – consumatore, riciclatore, autorità doganale – fornisce viste diverse dei dati. Ciò richiede un resolver conforme, che implementi l’inoltro secondo lo standard GS1.

## ESPR: tessili, acciaio e la questione dell’ambito di applicazione

### La Ellen MacArthur Foundation chiede requisiti prestazionali

I soli obblighi informativi non sono sufficienti: questa è la tesi centrale di un White Paper della Ellen MacArthur Foundation del 9 luglio 2026. La fondazione sostiene che il futuro atto delegato ESPR per i tessili debba stabilire requisiti prestazionali vincolanti – durabilità, riciclabilità – e non soltanto obblighi di divulgazione.

La questione è rilevante sul piano politico: il regolamento quadro ESPR [(UE) 2024/1781](https://eur-lex.europa.eu/legal-content/DE/TXT/?uri=CELEX:32024R1781) autorizza la Commissione ad adottare atti delegati specifici per settore. Non è ancora chiaro se questi conterranno solo obblighi relativi ai dati o anche requisiti di progettazione dei prodotti. La posizione della Foundation mira a evitare che il DPP si riduca a uno strumento di trasparenza.

### Uno studio del JRC propone i contenuti dei dati per il passaporto-DPP tessile

Il Joint Research Centre (JRC) offre indicazioni più concrete: uno studio preliminare del JRC analizzato da SGS nel luglio 2026 propone campi dati obbligatori per il passaporto-DPP tessile. Tra questi rientrano identificatori univoci dei prodotti – GTIN o SGTIN – nonché dati relativi all’ubicazione tramite il Global Location Number (GLN). Ciò è conforme alla sistematica GS1, utilizzata anche per il passaporto delle batterie.

Per le imprese questo significa che chi oggi gestisce i dati anagrafici dei prodotti senza identificatori strutturati dovrà effettuare una migrazione prima dell’introduzione del DPP. Un [import in blocco](https://qr3.app) degli GTINs esistenti è in questo senso un primo passo utile.

### Orgalim mette in guardia da requisiti eccessivi per l’acciaio

Il 3 luglio 2026 l’associazione industriale europea Orgalim ha pubblicato un [documento di posizione sui prodotti in ferro e acciaio](https://orgalim.eu/position-papers/iron-and-steel-products-under-ecodesign-for-sustainable-products-regulation-espr-why-strict-scope-limitation-to-intermediate-products-is-essential). La richiesta centrale è che l’atto delegato ESPR per l’acciaio resti limitato ai prodotti intermedi. Un’estensione ai prodotti finali graverebbe i produttori a valle – ad esempio i costruttori di macchinari – di obblighi relativi ai dati che non possono soddisfare basandosi sulle proprie conoscenze.

Orgalim ha inoltre formulato requisiti fondamentali per la DPP Registry: deve supportare processi di registrazione automatizzati ad alto volume. Un processo di onboarding manuale non è semplicemente scalabile per le imprese con milioni di varianti di prodotto.

## Infrastruttura: materiali, dati, interoperabilità

### MaterialsCommons rende i dati sui materiali leggibili dalle macchine

Meno noto, ma tecnicamente significativo: il [progetto MaterialsCommons](https://hadea.ec.europa.eu/news/materialscommons-bringing-europes-materials-data-together-2026-07-03_en), finanziato dall’UE, lavora per rendere interoperabili e leggibili dalle macchine i dati sui materiali e sui processi. È una condizione necessaria affinché sia possibile compilare i DPPs per prodotti con composizioni materiali complesse.

Nella pratica, ciò significa che il DPP non è un progetto IT isolato. Presuppone che i dati della catena di fornitura – origine delle materie prime, fasi di lavorazione, certificazioni – siano disponibili in forma strutturata e possano essere scambiati oltre i confini dei sistemi. Chi oggi si affida a silos di dati proprietari incontrerà ostacoli strutturali durante il rollout del DPP.

### Il marchio Ecolabel UE come banco di prova per la conformità all’ecodesign

L’8 luglio 2026 la Commissione europea ha sottolineato il ruolo dell’[Ecolabel UE come «Circularity Sandbox»](https://environment.ec.europa.eu/news/building-circular-economy-eu-ecolabel-2026-07-08_en). Le imprese già certificate secondo i criteri dell’Ecolabel hanno un vantaggio: molte delle prove richieste – contenuto riciclato, assenza di sostanze nocive, efficienza energetica – si sovrappongono ai futuri requisiti relativi ai dati del DPP. La Commissione considera esplicitamente il marchio uno strumento per ridurre il rischio della futura regolamentazione in materia di ecodesign.

## Cosa fare ora

Gli sviluppi delle ultime settimane mostrano un quadro chiaro: l’architettura normativa diventa più concreta, le scadenze si avvicinano e l’infrastruttura – ambienti di test, strumenti open source, webinar sulla normazione – prende forma. Le imprese devono affrontare tre compiti immediati:

1. **Verificare il patrimonio di dati**: quali dati sui prodotti sono disponibili in forma strutturata e quali solo come testo libero o in formati proprietari?

2. **Introdurre gli identificatori**: GTIN, SGTIN, GLN – senza identificatori GS1 non è possibile alcun DPP conforme.

3. **Utilizzare gli ambienti di test**: BatteryPass-Ready e DP-AWB sono ora disponibili. Testare tempestivamente evita brutte sorprese poco prima della scadenza.

La domanda non è più se, ma con quale rapidità le imprese adegueranno i propri sistemi. Febbraio 2027, per il passaporto delle batterie, non è un futuro lontano: dista sette mesi.

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