L'UE conferma: adottate con successo sei norme armonizzate sul DPP

La Commissione europea conferma: sei norme CEN/CENELEC per il passaporto digitale di prodotto hanno ricevuto un voto positivo il 2 aprile 2026. Ecco cosa significa per i produttori.

di QR3 Redaktion

L'UE conferma: adottate con successo sei norme armonizzate sul DPP

Il 2 aprile 2026 il comitato tecnico competente CEN/CENELEC JTC 24 ha votato positivamente sei norme armonizzate per il passaporto digitale di prodotto (DPP). La Commissione europea lo ha confermato in una risposta parlamentare ufficiale: una pietra miliare sul percorso verso l'attuazione obbligatoria del regolamento ESPR (UE) 2024/1781. Le due norme rimanenti del pacchetto sono ancora in fase di votazione.

Cosa è stato votato e cosa è ancora in sospeso?

Le sei norme adottate

CEN/CENELEC JTC 24 è l'organismo europeo di normazione incaricato dalla Commissione di sviluppare norme armonizzate per il DPP. Secondo la risposta parlamentare della Commissione, le sei norme votate positivamente coprono tre ambiti tecnici fondamentali:

  • Identificatori univoci: identificazione inequivocabile del prodotto, che garantisce che ogni passaporto di prodotto possa essere associato esattamente a un oggetto fisico.
  • Supporti di dati: supporti fisici delle informazioni digitali, tra cui QR code, tag RFID e codici a barre che forniscono l'accesso al passaporto.
  • API: interfacce leggibili dalle macchine per uno scambio di dati standardizzato tra produttori, autorità e consumatori.

Questi tre ambiti non sono dettagli tecnici arbitrari. Costituiscono la spina dorsale di qualsiasi implementazione del DPP: senza identificatori univoci non c'è tracciabilità, senza supporti di dati standardizzati non c'è scan-to-access, e senza API uniformi non c'è interoperabilità tra i diversi sistemi e attori lungo la catena di approvvigionamento.

Le due norme in sospeso

La Commissione non ha pubblicato alcun dettaglio sostanziale sulle due norme ancora in attesa di votazione. È ragionevole presumere che esse riguardino aspetti complementari, come i requisiti in materia di protezione dei dati o le estensioni settoriali. Finora non è stata annunciata alcuna data definitiva per la votazione.

Contesto: a che punto siamo nel processo normativo del DPP?

L'ESPR come regolamento quadro

Il regolamento ESPR (UE) 2024/1781 definisce i requisiti generali in materia di progettazione ecocompatibile e sostenibilità dei prodotti. È il regolamento quadro che àncora giuridicamente il DPP, ma non specifica esso stesso i requisiti tecnici. Tale compito spetta agli atti delegati e alle norme armonizzate sviluppate da CEN/CENELEC.

Il voto positivo dell'aprile 2026 non è dunque un fine in sé, bensì un presupposto affinché la Commissione possa fare riferimento alle norme nella Gazzetta ufficiale dell'UE. Solo dopo la pubblicazione di tale riferimento le norme acquisiscono lo status giuridico di norme armonizzate, e con esso la cosiddetta presunzione di conformità: i prodotti conformi a queste norme sono considerati conformi all'ESPR.

Il DPP Registry come infrastruttura complementare

Parallelamente alle norme, il 29 aprile 2026 la Commissione ha pubblicato una bozza per il DPP Registry centrale. Secondo la bozza, questo registro memorizzerà solo tre dati per ciascuna voce: l'identificatore univoco (UID) del prodotto, l'endpoint del resolver attraverso il quale è possibile recuperare il passaporto di prodotto vero e proprio, e il relativo codice merceologico, come un GS1 GTIN o un identificatore equivalente. qr3.app ha approfondito i dettagli in un articolo a parte sulla bozza dell'EU DPP Registry.

Le norme e il registro sono interdipendenti: la norma sugli identificatori univoci definisce il formato degli UID, mentre il registro garantisce che tali UID siano risolvibili centralmente. Un prodotto privo di un identificatore conforme alle norme non può essere registrato correttamente nel registro e, viceversa, una voce del registro priva di un endpoint resolver standardizzato risulta inutilizzabile da parte di terzi.

Le batterie come apripista

Per le batterie, il regolamento sulle batterie (UE) 2023/1542 funge già da precursore settoriale con requisiti DPP propri. Le lezioni apprese in tale ambito, in particolare per quanto riguarda l'implementazione dei QR code come supporti di dati e la connessione ai servizi resolver, confluiscono nelle norme generali CEN/CENELEC. I produttori che stanno già implementando il DPP per le batterie potranno probabilmente trarre vantaggio dalla compatibilità tecnica.

Normazione internazionale: ISO/IEC JTC 5

Il DIN assume la segreteria

Il lavoro europeo di normazione si inserisce in un contesto internazionale più ampio. ISO e IEC hanno istituito il Joint Technical Committee 5 (ISO/IEC JTC 5), dedicato esclusivamente alla normazione globale del DPP. La segreteria è assunta dall'Istituto tedesco per la normazione (DIN): un segnale che anni di lavoro preparatorio da parte degli ambienti industriali tedeschi stanno dando i loro frutti a livello internazionale, come riferisce anche la rivista IEC e-tech.

Il rapporto tra CEN/CENELEC e ISO/IEC

CEN/CENELEC e ISO/IEC collaborano strettamente attraverso gli accordi di Vienna e di Francoforte per evitare duplicazioni del lavoro. In pratica, ciò significa che le norme europee di CEN/CENELEC possono essere adottate come norme ISO/IEC e viceversa. Per i produttori che operano a livello globale, questo è significativo: la conformità alle norme CEN/CENELEC per l'EU DPP soddisferà probabilmente in larga misura i requisiti di una futura norma ISO/IEC, a condizione che il coordinamento tra i due organismi proceda come previsto.

Cosa significa questo per produttori e implementatori?

Agire ora, non aspettare

Il voto positivo dell'aprile 2026 non è una conclusione: è un colpo di pistola di partenza. Esiste ancora una finestra di attuazione prima della pubblicazione ufficiale nella Gazzetta ufficiale dell'UE e dei primi atti delegati specifici per prodotto, ma tale finestra è più breve di quanto sembri. L'esperienza maturata con il regolamento sulle batterie dimostra che le aziende che avviano per tempo l'implementazione tecnica affrontano un lavoro di rielaborazione decisamente inferiore rispetto a quelle che si muovono in ritardo.

In concreto, si raccomanda il seguente approccio:

  1. Definite la vostra strategia per gli identificatori: quale formato UID utilizzerete? I GS1 GTIN sono la scelta naturale per molte categorie di prodotto, poiché esistono già nei sistemi attuali e sono compatibili con lo standard GS1 Digital Link.
  2. Scegliete il vostro supporto di dati: i QR code sono attualmente lo standard dominante per i prodotti destinati ai consumatori. Le norme CEN/CENELEC consentiranno probabilmente più formati, ma la penetrazione pratica del QR code sul mercato è un forte argomento a suo favore.
  3. Verificate la compatibilità delle API: i sistemi PIM o ERP esistenti devono verificare se le loro interfacce di esportazione supportano i formati API standardizzati o se sarà necessario un middleware.
  4. Anticipate i requisiti del registro: la bozza del DPP Registry del 29 aprile 2026 non è ancora definitiva, ma i tre dati fondamentali (UID, endpoint del resolver, codice merceologico) sono già noti e possono essere integrati nell'architettura del vostro sistema.

Requisiti tecnici minimi in sintesi

Anche se le norme non sono ancora state richiamate nella Gazzetta ufficiale, l'andamento del lavoro di normazione e la bozza del registro consentono di ricavare un profilo tecnico minimo:

Requisito Approccio tecnico Norma di riferimento
Identificatore univoco del prodotto GS1 GTIN, UUID o equivalente CEN/CENELEC JTC 24 – Identificatori univoci
Accesso fisico ai dati QR code (ISO 18004), RFID, codice a barre CEN/CENELEC JTC 24 – Supporti di dati
Dati leggibili dalle macchine REST API, JSON/XML strutturato CEN/CENELEC JTC 24 – API
Risoluzione centrale Endpoint del resolver nell'EU Registry Bozza EU DPP Registry (aprile 2026)

Prospettive: tempistiche e questioni aperte

La Commissione non ha pubblicato una tempistica vincolante per il richiamo delle sei norme nella Gazzetta ufficiale. Sulla base dell'esperienza passata, questo processo richiede in genere tra i sei e i diciotto mesi dopo un voto positivo, a seconda delle revisioni formali, delle traduzioni e delle procedure interne di approvazione della Commissione.

Parallelamente, prosegue il lavoro sugli atti delegati specifici per prodotto che stabiliranno quali categorie di prodotto necessiteranno di un DPP e quando. Tessili, elettronica e mobili sono considerati categorie prioritarie, ma le scadenze concrete restano aperte.

Per le aziende che avviano ora l'implementazione del DPP, il messaggio è chiaro: con il voto di aprile le fondamenta tecniche sono state in gran parte poste. Investire oggi nell'architettura di sistema significa costruire su basi solide, anche se i dettagli normativi definitivi sono ancora in sospeso.