Passaporto Digitale di Prodotto UE: cosa significano i nuovi standard e le regole del Registro

Standard CEN/CENELEC, la bozza di regolamento sul Registro, i dati JRC sull'acciaio e le microplastiche REACH: lo stato della regolamentazione DPP a giugno 2026 — conciso e basato sulle fonti.

di QR3 Redaktion

Passaporto Digitale di Prodotto UE: cosa significano i nuovi standard e le regole del Registro

Il quadro normativo prende forma

Dall'adozione del Regolamento ESPR (UE) 2024/1781, il Passaporto Digitale di Prodotto (DPP) non è più un progetto futuro — è diritto UE vincolante. Il regolamento stabilisce requisiti di progettazione ecocompatibile e obblighi di sostenibilità per i prodotti, creando la legislazione quadro su cui si baseranno i regolamenti di attuazione specifici per settore. A maggio e giugno 2026, l'avanzamento dell'attuazione ha registrato progressi significativi in un breve lasso di tempo: sono stati adottati standard tecnici, è stata pubblicata una bozza per un registro centrale e il Joint Research Centre ha rilasciato i primi requisiti di contenuto per i prodotti in acciaio.

Se sei un produttore, un importatore o un fornitore di software che segue questi sviluppi, ti trovi di fronte a un flusso di notizie insolitamente fitto. Questo articolo colloca gli sviluppi più importanti nel loro contesto.


CEN/CENELEC pubblica i primi standard armonizzati per il DPP

Cosa coprono gli standard da EN 18216 a EN 18223

Il 27 maggio 2026, CEN e CENELEC hanno pubblicato i primi sei standard europei armonizzati per il DPP. Sviluppati dal Comitato Tecnico Congiunto JTC 24, essi definiscono l'infrastruttura tecnica fondamentale:

Standard Oggetto
EN 18216 Quadro generale e terminologia
EN 18219:2026 Identificatori univoci
EN 18220:2026 Vettori di dati
EN 18222 Protocolli API e interfacce dei resolver
EN 18223 Modello di dati di base

Gli standard specificano quali identificatori sono ammissibili, come i vettori di dati — QR code, GS1 DataMatrix o tag RFID — debbano essere tecnicamente implementati e quali interfacce API debba fornire un endpoint resolver. Insieme, stabiliscono le condizioni in base alle quali la scansione di un codice di prodotto conduce effettivamente a un passaporto di prodotto leggibile dalle macchine e interoperabile.

Cosa significa nella pratica

Gli standard non sono giuridicamente vincolanti nel modo in cui lo è una legge, ma saranno richiamati come riferimenti tecnici negli atti delegati ai sensi del Regolamento ESPR. La conformità agli standard consente di invocare la presunzione di conformità. Per i fornitori di software e gli integratori di sistemi, ciò significa che gli standard costituiscono di fatto la specifica obbligatoria.

Alla Conferenza DPP4EU 2026, tenutasi a Bruxelles all'inizio di giugno, gli standard sono stati presentati pubblicamente per la prima volta — insieme ad ambienti di test open-source pensati per consentire la verifica di conformità delle implementazioni.


Il Registro DPP centrale: tre dati, archiviazione decentralizzata

Cosa propone la bozza della Commissione

Il 29 aprile 2026, la Commissione europea ha pubblicato la bozza di regolamento di attuazione per il Registro DPP centrale. Il principio cardine è radicalmente snello: il Registro memorizza solo tre dati per ogni voce:

  1. L'identificatore univoco (UID) del prodotto
  2. L'endpoint resolver attraverso cui è possibile recuperare il passaporto di prodotto effettivo
  3. Il codice merceologico associato (ad es. GTIN o identificatore equivalente)

I dati effettivi del prodotto — impronta di CO₂, composizione dei materiali, riparabilità — restano presso il produttore o presso un fornitore di archiviazione dati di sua scelta. Il Registro non è quindi un archivio centrale di dati, bensì un servizio di directory: garantisce che un identificatore punti in modo globale e univoco a un resolver, il quale a sua volta fornisce il passaporto di prodotto.

Per un'analisi dettagliata di questa bozza, consulta il blog di qr3.app per gli articoli sul Registro EU DPP.

La risposta del Consorzio CIRPASS-2

Il Consorzio CIRPASS-2, finanziato dall'UE, ha presentato la propria posizione sulla bozza. I principali punti critici riguardano la struttura di governance del Registro, la questione della sovranità dei dati nelle catene di approvvigionamento transfrontaliere e l'interoperabilità con i sistemi di identificazione esistenti come GS1 Digital Link. Tra l'altro, il consorzio raccomanda che lo standard EN 18219 sia esplicitamente richiamato nel regolamento di attuazione.


La bozza JRC per l'acciaio: la granularità come questione chiave

Il Joint Research Centre della Commissione ha pubblicato una bozza di DPP per i prodotti semilavorati in ferro e acciaio. È rilevante per diversi motivi — e non solo per l'industria siderurgica.

Livello di prodotto vs. livello di lotto

La bozza JRC distingue sistematicamente tra i dati che devono essere gestiti a livello di prodotto (per numero di serie) e i dati che devono essere gestiti a livello di lotto (per numero di partita). Questa distinzione è cruciale per l'architettura del database e per la strategia degli identificatori:

  • Livello di lotto: contenuto riciclato, composizione della lega, impronta di carbonio specifica del prodotto (PCF)
  • Livello di prodotto: dimensioni, certificazioni, dichiarazioni di conformità

Secondo la bozza, l'impronta di carbonio specifica del prodotto è calcolata utilizzando regole di calcolo riconosciute — in particolare, vengono richiamati metodi compatibili con lo standard ISO 14067. Per i produttori di acciaio che finora hanno rilevato solo dati Scope 3 aggregati, ciò comporta uno sforzo significativo nella raccolta dei dati lungo i processi di fusione e laminazione.

Implicazioni per gli altri settori

La bozza sull'acciaio è la prima proposta del JRC ad affrontare la questione della granularità in modo così esplicito. È ragionevole attendersi che strutture analoghe vengano adottate nelle bozze di DPP per tessili, elettronica e batterie. Il Regolamento sulle batterie (UE) 2023/1542 — attualmente l'unico atto settoriale vincolante con propri obblighi DPP — implica già questa distinzione, sebbene senza formalizzarla in modo altrettanto chiaro.


Microplastiche REACH: la prima scadenza di comunicazione è ora in vigore

Parallelamente agli sviluppi sul DPP, l'ECHA ha pubblicato a maggio 2026 una guida sull'obbligo di comunicazione REACH per le microparticelle di polimeri sintetici. La prima scadenza di comunicazione per i produttori e gli utilizzatori industriali a valle di pellet, scaglie e polveri polimeriche è entrata in vigore a maggio 2026.

Questo obbligo è inizialmente separato dal regime DPP, ma la sovrapposizione sostanziale è evidente: i dati sulle emissioni di microplastiche e sul contenuto di polimeri saranno in futuro soggetti anche agli obblighi di comunicazione previsti dal DPP — in particolare per imballaggi e tessili. Le aziende che costruiscono fin da ora strutture di dati conformi al REACH stanno creando una base che potrà essere successivamente trasferita nel DPP.


Software e infrastruttura: l'industria risponde

L'adozione degli standard sta avendo un impatto misurabile sul panorama software. TEKLYNX ha aggiornato il suo software CODESOFT, che ora supporta gli schemi di codifica GS1 "++" (EPC++ e ISO BD), consentendo di scrivere URL web direttamente nella memoria dei tag RAIN RFID — un requisito che discende dalla combinazione di EN 18220 (Vettori di dati) e dello standard GS1 Digital Link.

Non si tratta di un caso isolato: diversi fornitori di software per l'etichettatura e la serializzazione hanno annunciato nelle ultime settimane aggiornamenti che fanno esplicito riferimento ai nuovi standard EN. L'interpretazione dell'industria è inequivocabile — gli standard vengono trattati come una specifica obbligatoria, anche se formalmente hanno lo status di standard armonizzati.


Tempistiche e prossimi passi

Il periodo di consultazione per la bozza del Registro si è chiuso il 27 maggio 2026. Parallelamente, la Commissione sta lavorando agli atti delegati per i primi gruppi di prodotti — tessili e batterie sono considerati prioritari. Nei prossimi mesi sono attese bozze JRC per ulteriori settori.

Per le aziende che ora stanno costruendo o valutando sistemi, emergono tre ambiti concreti d'azione:

  • Strategia degli identificatori: quali UID utilizzerai e sono conformi a EN 18219? I GTIN con GS1 Digital Link sono un punto di partenza ben consolidato.
  • Architettura del resolver: il tuo endpoint resolver deve essere permanentemente raggiungibile e compatibile con EN 18222. L'archiviazione dei dati resta presso il produttore — non presso il Registro UE.
  • Granularità dei dati: dovresti già verificare se i tuoi sistemi interni sono in grado di distinguere tra livello di lotto e livello di prodotto — la bozza JRC per l'acciaio mostra in quale direzione si sta andando.

La densità normativa continuerà a crescere nei prossimi dodici mesi. Costruire ora un'infrastruttura di dati scalabile significa evitare costose migrazioni in seguito.

Fonti