Passaporto digitale delle batterie 2027: cosa prescrive realmente il regolamento UE

Da febbraio 2027 il Passaporto digitale delle batterie sarà obbligatorio. Cosa impone concretamente il regolamento (UE) 2023/1542, dove il settore è ancora in difficoltà e quali standard si applicano.

di QR3 Redaktion

Passaporto digitale delle batterie 2027: cosa prescrive realmente il regolamento UE

Il tempo stringe: dal 18 febbraio 2027, le batterie industriali, le batterie di trazione per veicoli elettrici e le batterie con una capacità superiore a 2 kWh dovranno essere dotate di un Passaporto digitale delle batterie (DBP). La base giuridica è il Regolamento sulle batterie (UE) 2023/1542, entrato in vigore nell'agosto 2023. Ciò che molti produttori e importatori ancora sottovalutano è che il passaporto non è un documento statico da compilare e archiviare una volta sola — è un insieme di dati dinamico, che deve poter essere aggiornato per l'intero ciclo di vita della batteria.

Cosa richiede realmente il regolamento

Dati statici e dinamici

Il regolamento sulle batterie distingue implicitamente tra i dati già definiti al momento dell'immissione sul mercato (chimica, produttore, capacità, impronta di CO₂) e quelli che cambiano continuamente durante l'utilizzo. Tra questi ultimi rientrano soprattutto State of Health (SoH) e State of Charge (SoC): entrambi gli indicatori cambiano a ogni ciclo di carica e scarica. Per le batterie che attraversano una cosiddetta «Second Life» — cioè che, dopo l'impiego in un veicolo elettrico, vengono riutilizzate come accumulatori stazionari di energia — i dati aggiornati sullo stato non sono soltanto prescritti dalla normativa, ma sono anche economicamente decisivi. Senza dati SoH affidabili, è quasi impossibile quantificare seriamente il valore residuo di una batteria usata.

Il regolamento prescrive esplicitamente che determinati dati rimangano aggiornabili per l'intero ciclo di vita. Chi compila il proprio passaporto una sola volta al momento dell'immissione sul mercato e poi non lo aggiorna più non soddisfa pienamente i requisiti — e dal termine previsto rischia seri problemi di conformità.

Collegamento tra batteria e insieme di dati

Il collegamento fisico tra la batteria e l'insieme di dati digitale avviene tramite un GS1 Digital Link — un URI standardizzato che codifica GTIN e il numero di serie e rimanda all'insieme di dati corrispondente. Questo link viene generalmente stampato o inciso sulla batteria come codice QR. La scelta di un codice QR dinamico non è un lusso, ma una necessità tecnica: solo così è possibile modificare successivamente l'URL di destinazione quando cambiano le strutture del database o gli endpoint del resolver, senza dover rinnovare l'identificazione fisica della batteria.

Due punti deboli strutturali nella pratica

Il rapporto di implementazione Minespider 2026 individua due punti deboli che attraversano l'intero settore: frammentazione dei dati lungo la catena di fornitura e assenza di processi per gli aggiornamenti dinamici dei dati.

Frammentazione dei dati

Le batterie sono realizzate con componenti e materie prime provenienti da numerosi fornitori. Cobalto dal Congo, litio dall'Australia, celle dall'Asia, assemblaggio in Europa — ogni attore possiede una parte dei dati necessari per il passaporto. Nella pratica ciò significa che i produttori devono riunire dati provenienti da sistemi ERP, portali dei fornitori, database di laboratorio e organismi di certificazione prima ancora di poter creare un insieme di dati completo. Chi si affida qui a processi manuali fallirà al più tardi nella fase di scalabilità.

Processi di aggiornamento mancanti

Il secondo problema è di natura strutturale: molte aziende dispongono di processi per la compilazione iniziale di un passaporto di prodotto, ma non di flussi di lavoro per gli aggiornamenti continui. Dati SoH, cronologie delle riparazioni, cambi di proprietario — tutto questo deve essere reinserito nel passaporto tramite API o processi batch automatizzati. Chi non lo pianifica produrrà dal 2027 passaporti formalmente non conformi, anche se l'insieme di dati iniziale era completo.

Nuovi standard: EN 18216–EN 18223

Il 25 giugno 2026, CEN e CENELEC hanno tenuto un webinar pubblico sui nuovi standard DPP recentemente pubblicati, da EN 18216 a EN 18223. Queste sei norme, elaborate dal Comitato tecnico JTC 24, definiscono il quadro trasversale ai prodotti per l'interoperabilità e la coerenza dei dati — e rappresentano quindi il principale lavoro di standardizzazione degli ultimi anni per tutti coloro che devono implementare DPPs.

Le norme sono agnostiche rispetto al prodotto: non si applicano soltanto alle batterie, ma definiscono le basi tecniche per tutti i futuri obblighi DPP ai sensi del ESPR (Ecodesign for Sustainable Products Regulation). Chi oggi costruisce un'infrastruttura DPP per le batterie farà bene a progettarne l'architettura in modo che possa essere estesa anche a tessili, elettronica o acciaio — i relativi atti delegati sono in arrivo.

Parallelamente, il consorzio BatteryPass-Ready ha avviato il 24 giugno 2026 un ambiente di test pubblico per il Passaporto digitale delle batterie. La piattaforma consente a produttori, fornitori e aziende software di verificare la conformità degli insiemi di dati e testare l'interoperabilità — prima dell'entrata in vigore dell'obbligo.

DP-AWB: strumento open source per la convalida dei modelli

Una novità è anche la pubblicazione, nel luglio 2026, da parte di alcuni ricercatori della Digital Passport Assessment Workbench (DP-AWB) come strumento open source. Il tool calcola risultati di valutazione deterministici direttamente dalle specifiche dei modelli SHACL e consente di convalidare formalmente le strutture dati DPP. Per gli sviluppatori che realizzano backend DPP propri, è un ausilio pratico per garantire che i modelli di dati soddisfino i requisiti normativi.

Il registro centrale della Commissione europea

La Commissione europea sta lavorando a un registro centrale attraverso il quale tutti i DPPs dovranno essere registrati e resi reperibili. Orgalim — l'associazione industriale europea per la tecnologia — ha formulato requisiti chiari in merito: il registro deve supportare processi di registrazione automatizzati ad alto volume ed essere protetto contro le interruzioni operative. Un single point of failure nell'infrastruttura dell'UE sarebbe inaccettabile per i produttori attivi a livello globale.

Il requisito è giustificato: solo nel settore dei veicoli elettrici, ogni anno vengono immesse sul mercato milioni di batterie di trazione. Dal 2027 ognuna di esse avrà bisogno di un passaporto registrato e accessibile. I sistemi non progettati per questi volumi crolleranno sotto carico.

Cosa fare ora

Per le aziende che rientrano nell'ambito di applicazione del regolamento sulle batterie, ne deriva un quadro d'azione concreto:

  1. Definire una strategia dei dati: quali dati provengono da quali fonti? Quali sistemi devono essere collegati? Chi è responsabile degli aggiornamenti continui?

  2. Costruire l'infrastruttura tecnica: un Passaporto digitale di prodotto non è un PDF. Richiede un'infrastruttura backend compatibile con le API, che consenta accessi in lettura e scrittura per l'intero ciclo di vita.

  3. Implementare GS1 Digital Link: il collegamento tra la batteria fisica e l'insieme di dati digitale deve avvenire tramite un URI conforme agli standard. Le soluzioni proprietarie non sono un'opzione se è richiesta l'interoperabilità con il registro dell'UE.

  4. Utilizzare l'ambiente di test: la piattaforma BatteryPass-Ready è accessibile a tutti. Chi testa ora eviterà brutte sorprese nel febbraio 2027.

  5. Leggere le norme: da EN 18216 a EN 18223 non sono letture facoltative. Definiscono tecnicamente il significato dell'interoperabilità nel contesto DPP.

La scadenza di febbraio 2027 sembra ancora lontana. Per le aziende che devono coordinare catene di fornitura complesse e integrare sistemi IT legacy, non lo è. L'infrastruttura per gli aggiornamenti dinamici dei dati, i collegamenti automatizzati con i fornitori e le architetture di resolver conformi richiede tempo — più tempo di quanto molti team di compliance stiano attualmente prevedendo.

Fonti