Il ciclo si chiude solo quando la fine della vita di un prodotto torna a diventarne l'inizio. Per le batterie, l'UE lo prescrive ora letteralmente: il regolamento sulle batterie (UE) 2023/1542, entrato in vigore nell'agosto 2023, non richiede soltanto un Passaporto digitale del prodotto (DPP) all'immissione sul mercato, ma prevede esplicitamente che le informazioni sul riciclo vengano reinserite in questo passaporto durante l'intero ciclo di vita. Cosa ciò significhi dal punto di vista tecnico e organizzativo non è ancora del tutto chiaro a molti produttori.
Cosa prescrive realmente il regolamento
Categorie di batterie interessate
Il regolamento non si applica allo stesso modo a tutte le batterie. Sono interessate in concreto:
- Batterie industriali con capacità pari o superiore a 2 kWh
- Batterie di trazione per veicoli elettrici (batterie EV)
- Batterie per mezzi di trasporto leggeri (ad es. e-bike, e-scooter)
Per queste categorie è obbligatorio un supporto dati leggibile automaticamente — nella pratica, un codice QR secondo lo standard GS1 — che rimandi a un set di dati digitali strutturato. Questo set di dati non è un documento statico, bensì un punto dati dinamico che deve poter essere aggiornato durante l'intero ciclo di vita del prodotto.
Quali dati sul riciclo devono essere reinseriti
L'allegato XIII del regolamento elenca i dati minimi da rendere disponibili nel DPP. Per la fase di riciclo sono rilevanti, tra gli altri:
- Quota di materiale riciclato di cobalto, litio, nichel e piombo nel materiale attivo (in percentuale)
- Identità del riciclatore e dell'impianto di riciclo utilizzato
- Tassi di recupero per le materie prime di valore menzionate, in base al processo di riciclo effettivamente svolto
- Prove di conformità agli obiettivi minimi di efficienza del riciclo ai sensi dell'articolo 70
Questi dati esistono soltanto dopo il riciclo, quindi mesi o anni dopo l'immissione sul mercato. È proprio questo che rende il DPP per le batterie un documento vivo: il passaporto deve restare modificabile e la responsabilità dell'aggiornamento successivo ricade sulle imprese di riciclo, in coordinamento con i produttori.
Attuazione tecnica: riportare i dati nel passaporto
Il principio del resolver e perché è decisivo in questo caso
Un codice QR stampato su una batteria non contiene direttamente dati utili: rimanda tramite GS1 Digital Link a un endpoint resolver. Questo endpoint fornisce viste dei dati differenti in base al contesto: i consumatori vedono le avvertenze di sicurezza, le autorità ricevono le prove di conformità, i riciclatori ottengono i dati sui materiali.
Ciò significa che il codice QR fisico sulla batteria non deve mai cambiare. A cambiare sono i dati a cui punta. Per i riciclatori questo è un vantaggio centrale: non devono applicare una nuova marcatura, ma soltanto integrare il set di dati esistente.
Un tipico GS1 Digital Link per una batteria EV appare così:
https://id.example.com/01/04012345678901/21/BATCH-2024-XY7
In questo caso 01 indica l'identificatore dell'applicazione GTIN e 21 il numero di serie. Il resolver decide, in base agli header HTTP Accept o ai parametri di query, quale vista dei dati restituire.
Accesso in scrittura per i riciclatori: chi può aggiornare cosa?
Il regolamento non indica un'architettura tecnica specifica per l'accesso in scrittura. Nella pratica stanno emergendo due modelli:
Repository centrale con accesso basato sui ruoli: il produttore gestisce, o incarica qualcuno di gestire, un repository DPP. I riciclatori ottengono diritti di scrittura su campi dati definiti tramite chiavi API o token OAuth2, ossia esclusivamente sugli attributi di riciclo e non sui dati originari del prodotto.
Modello decentralizzato con scambio dati tramite API standardizzata: i riciclatori gestiscono i dati nel proprio ecosistema di sistemi e li trasmettono tramite push al repository del produttore. In questo caso gli standard di interoperabilità sono decisivi.
Il consorzio BatteryPass-Ready — sviluppato in misura determinante dal Fraunhofer IPK — ha lanciato il 24 giugno 2026 un ambiente di test pubblico, con cui le aziende possono validare proprio queste interfacce rispetto a verifiche di conformità definite. L'ambiente di test è accessibile gratuitamente e copre le norme UE pertinenti prima che l'obbligo di legge entri in vigore nel febbraio 2027.
Formato dei dati e interoperabilità
Nel webinar del 7 luglio 2026, la Commissione europea ha indicato l'interoperabilità come uno dei problemi irrisolti più urgenti. In concreto: se un riciclatore in Polonia inserisce dati nel proprio sistema ERP e un produttore in Germania utilizza un backend DPP diverso, entrambi i sistemi devono parlare la stessa semantica.
CEN e CENELEC hanno organizzato a tal fine un webinar pubblico il 25 giugno 2026, nel quale sono state illustrate le norme europee adottate. Per il passaporto della batteria sono particolarmente rilevanti:
- EN 17623 (modello dati per il DPP)
- ETSI EN 319 401 (firme elettroniche per l'affidabilità)
- IEC 63110 (protocollo per sistemi di gestione delle batterie)
Un esempio minimo di payload JSON che un riciclatore potrebbe trasmettere a un repository DPP:
{
"batteryId": "04012345678901-BATCH-2024-XY7",
"recyclingEvent": {
"date": "2026-06-15",
"recyclerGLN": "4012345000009",
"facility": "Recyclingwerk Norddeutschland GmbH, Hamburg",
"recoveredMaterials": {
"cobalt_pct": 92.4,
"lithium_pct": 87.1,
"nickel_pct": 95.0,
"lead_pct": null
},
"recyclingEfficiency_pct": 80.5,
"certificationReference": "TÜV-REZ-2026-4471"
}
}
Questo payload verrebbe inviato tramite una richiesta PATCH all'endpoint DPP del produttore e corredato lì di una firma elettronica qualificata del riciclatore, per garantire la protezione dalle manomissioni.
Sfide organizzative e scadenze
Chi è responsabile?
Il regolamento attribuisce la responsabilità primaria per il DPP al soggetto che immette sul mercato, ossia al produttore o all'importatore. Ciò significa che, anche se un riciclatore fornisce i dati, il produttore originario risponde del fatto che il DPP sia completo e corretto. I contratti tra produttori e imprese di riciclo devono disciplinare esplicitamente questo obbligo relativo ai dati, un aspetto che manca ancora in molti contratti di smaltimento esistenti.
Calendario fino all'obbligo
| Traguardo | Data |
|---|---|
| Regolamento sulle batterie in vigore | Agosto 2023 |
| Ambiente di test BatteryPass-Ready operativo | 24 giugno 2026 |
| Webinar sulle norme CEN/CENELEC | 25 giugno 2026 |
| Webinar della Commissione UE sul passaporto della batteria | 7 luglio 2026 |
| Obbligo DPP per batterie EV e industriali | Febbraio 2027 |
Il tempo rimanente fino a febbraio 2027 è poco. Chi oggi non gestisce ancora un'infrastruttura DPP dovrebbe utilizzare l'ambiente di test di BatteryPass-Ready per identificare tempestivamente le lacune.
Importazione massiva dei dati di riciclo
Nella pratica, i grandi impianti riciclano centinaia di lotti di batterie al mese. L'inserimento manuale dei dati non è scalabile. Le piattaforme che supportano un importazione massiva strutturata delle prove di riciclo — ad esempio tramite caricamento CSV con mapping GTIN o tramite API batch — diventeranno uno strumento indispensabile per i riciclatori.
Occorre inoltre considerare che ogni batteria ha un proprio numero di serie (la serializzazione è obbligatoria), il che significa che i dati di riciclo devono essere assegnati non a livello di lotto, ma di singola unità. Questo aumenta notevolmente il volume di dati da elaborare.
Conclusione: il passaporto non finisce al cancello dello stabilimento
Il regolamento sulle batterie porta coerentemente a compimento il concetto di passaporto del prodotto: un DPP che contiene solo dati di produzione è incompleto secondo la logica del regolamento. Solo quando i dati di riciclo sono stati reinseriti, il passaporto adempie alla sua funzione regolatoria quale strumento dell'economia circolare.
Dal punto di vista tecnico, ciò è risolvibile: il principio del resolver del GS1 Digital Link rende il codice QR un punto di ancoraggio permanente, senza dover rinnovare la marcatura fisica. Sul piano organizzativo richiede nuove strutture contrattuali tra produttori e imprese di riciclo, nonché interfacce interoperabili, su cui il lavoro di normazione di CEN, CENELEC e del consorzio BatteryPass sta attualmente lavorando intensamente.
Chi considera la scadenza di febbraio 2027 non come un punto di partenza, ma come una deadline, ha ancora tempo sufficiente, ma non più molto.