Contesto: perché un Registro centrale?
Il Regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (ESPR, UE) 2024/1781, in vigore da luglio 2024, costituisce il fondamento giuridico del Passaporto Digitale di Prodotto (DPP). Esso impone ai produttori e agli importatori di determinate categorie di prodotti di mettere a disposizione un passaporto leggibile dalle macchine, contenente informazioni relative al prodotto in materia di sostenibilità, riparabilità e materiali. Il Registro centrale non è un archivio per tali contenuti, bensì una directory che collega gli identificatori univoci ai rispettivi endpoint resolver.
Il 29 aprile 2026, la Commissione europea ha pubblicato la bozza del regolamento di esecuzione per il Registro DPP. Questa bozza specifica come il Registro debba essere gestito, sul piano tecnico e organizzativo, e quali obblighi dovranno affrontare gli operatori economici.
Cosa memorizza il Registro e cosa no
Solo UID ed endpoint resolver
Un'idea sbagliata diffusa è che il Registro centrale contenga i dati DPP completi. Non è assolutamente così. Secondo l'ESPR, il Registro memorizza esclusivamente:
- Identificatori univoci (UID): gli identificatori distinti del prodotto
- Endpoint resolver: gli URL ai quali è possibile recuperare il DPP effettivo
- Codici merceologici: a supporto delle procedure doganali e della vigilanza del mercato
I dati relativi al prodotto — composizione dei materiali, impronta di carbonio, istruzioni di riparazione — restano in capo al produttore o a un fornitore di servizi da esso incaricato. Il Registro funge pertanto da directory decentralizzata, non da banca dati centrale. Questo approccio è coerente con il principio del GS1 Digital Link, in cui un URI strutturato punta a sorgenti dati distribuite.
Diritti di accesso per gruppo di soggetti
La bozza traccia una netta distinzione tra i gruppi di utenti:
- Pubblico generale / consumatori: accesso in lettura all'URL del resolver e alla categoria di prodotto
- Autorità di vigilanza del mercato: accesso esteso a fini di applicazione della normativa
- Autorità doganali: utilizzo dei codici merceologici nel contesto delle procedure di importazione
- Operatori economici (produttori, importatori): accesso in scrittura per registrare e aggiornare i propri UID
Questa struttura di ruoli è rilevante per l'integrazione tecnica: i sistemi che gestiscono i dati DPP — ad esempio tramite un workflow di importazione massiva — devono tenere conto dei requisiti di autenticazione dell'API del Registro.
Requisiti per gli identificatori univoci
Sistemi di identificazione riconosciuti
La bozza stabilisce che gli UID devono essere conformi a un sistema di identificazione riconosciuto. Sono espressamente menzionati i seguenti:
- GS1 GTIN (Global Trade Item Number) — lo standard internazionale più diffuso per l'identificazione dei prodotti nel commercio
- Codici conformi a ISO/IEC 15459 — uno standard internazionale per gli identificatori univoci nelle catene di approvvigionamento
Per i produttori che utilizzano già codici a barre GS1 o QR code abilitati al GS1 Digital Link, il percorso di migrazione è relativamente semplice: il GTIN costituisce l'identificatore centrale che viene registrato nel Registro. Un tipico URI GS1 Digital Link si presenta così:
https://id.example.com/01/04012345678901/21/XYZ123
In questo caso, 01 rappresenta il GTIN e 21 il numero di serie. Questo URI può essere memorizzato direttamente come endpoint resolver nel Registro.
Implicazioni per gli identificatori proprietari
Le aziende che attualmente utilizzano codici articolo proprietari senza alcun collegamento a GS1 o ISO/IEC 15459 dovranno rivedere la propria strategia di identificazione. La bozza non lascia spazio a UID non standardizzati. Ciò riguarda in particolare i piccoli e medi produttori che finora non hanno adottato alcuno schema formale di identificazione dei prodotti.
Requisiti di archiviazione e implicazioni operative
Almeno 10 anni dopo l'immissione sul mercato
L'ESPR impone che le voci del Registro restino disponibili per almeno 10 anni dopo l'ultima immissione del prodotto sul mercato. In pratica, ciò significa che:
- Gli UID non possono essere semplicemente cancellati una volta che un prodotto viene ritirato dal commercio
- Gli endpoint resolver devono rimanere accessibili per l'intero periodo di archiviazione
- I produttori sono responsabili di garantire la disponibilità dei dati anche dopo una ristrutturazione aziendale o una cessione
Questo requisito ha implicazioni dirette sugli accordi di hosting e sulla strutturazione contrattuale. Se si ospitano i dati DPP presso un fornitore terzo, occorre garantire contrattualmente che i dati restino disponibili per l'intero ciclo di vita del prodotto, e oltre.
Stabilità tecnica degli URL del resolver
Un aspetto spesso sottovalutato: gli URL del resolver devono essere stabili. Modifiche al dominio, ristrutturazioni del percorso URL o cambi di fornitore di hosting possono compromettere le voci del Registro esistenti. I QR code dinamici — in cui il codice fisico è disaccoppiato dall'URL sottostante — risolvono questo problema a livello di prodotto, ma non risolvono la questione della registrazione nel Registro centrale, dove l'endpoint resolver è esplicitamente memorizzato.
Tempistiche e prossimi passi
Fase di consultazione ed entrata in vigore
La bozza pubblicata il 29 aprile 2026 è attualmente in fase di consultazione. Le associazioni di categoria, gli enti di normazione e gli Stati membri possono presentare osservazioni. L'entrata in vigore definitiva del regolamento di esecuzione dipende da questo processo, nonché dagli atti delegati che definiranno gli specifici obblighi DPP per le singole categorie di prodotti.
L'ESPR stesso prevede che i primi atti giuridici specifici per prodotto — che dovrebbero riguardare i tessili e le batterie — entreranno in vigore nel 2026 e nel 2027. Per tali categorie, il Registro diventerà allora immediatamente rilevante.
Cosa dovrebbero fare ora i produttori
Indipendentemente da quando il regolamento entrerà definitivamente in vigore, è possibile adottare oggi misure preparatorie concrete:
- Riesaminate la vostra strategia di identificazione: i vostri codici articolo esistenti sono conformi a GS1 o ISO/IEC 15459? In caso contrario, pianificate una migrazione.
- Costruite un'infrastruttura resolver: dove verranno ospitati i dati DPP? Gli URL sono stabili e protetti a lungo termine?
- Sviluppate un concetto di archiviazione: come garantirete che i dati restino recuperabili per oltre 10 anni dopo il ritiro di un prodotto dal commercio?
- Preparatevi all'integrazione API: il Registro offrirà un'interfaccia leggibile dalle macchine. I sistemi interni (PIM, ERP) dovrebbero essere in grado di trasmettere UID e URL del resolver in modo automatizzato.
Valutazione: cosa ottiene la bozza e cosa resta aperto
La bozza fornisce un'importante chiarezza sull'architettura del Registro centrale e sui requisiti per gli UID. Tuttavia, non risponde ancora a tutte le questioni in sospeso:
- Modello tariffario: non è chiaro se si applicheranno tariffe di registrazione e, in tal caso, a quale livello
- Operatore del Registro: chi gestirà tecnicamente il Registro centrale — un'agenzia UE, uno Stato membro o un terzo designato — non è ancora stato stabilito
- Interoperabilità con i sistemi nazionali: alcuni Stati membri hanno già avviato propri progetti pilota; come questi saranno armonizzati con il Registro centrale resta da definire
Per le aziende che pianificano la propria implementazione del DPP, è consigliabile seguire da vicino il processo legislativo in corso. I documenti di consultazione della Commissione, così come le posizioni di GS1 e delle associazioni di categoria rilevanti, influenzeranno in modo significativo la configurazione definitiva.
Fonti
- Regolamento (UE) 2024/1781 del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 giugno 2024 che istituisce un quadro per la definizione di specifiche di progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili
- Dite la vostra - Commissione europea
- Regolamento (UE) 2023/1542 relativo alle batterie e ai rifiuti di batterie
- Regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili - Scheda informativa