Regolamento DPP 2026: bozza del Registro, norme EN e ISO/IEC JTC 5

Cosa significano in pratica per i produttori la bozza del Registro UE dell'aprile 2026, le nuove norme EN 18219/18220/18222 e ISO/IEC JTC 5.

di QR3 Redaktion

Regolamento DPP 2026: bozza del Registro, norme EN e ISO/IEC JTC 5

A che punto siamo: tre percorsi paralleli

Il Digital Product Passport (DPP) non è più un progetto del futuro: sta accadendo ora. Nella primavera del 2026 sono convogliati simultaneamente tre percorsi regolatori e normativi, ciascuno con implicazioni dirette per produttori, importatori e system integrator: la bozza di regolamento di esecuzione UE sul Registro DPP centrale, la pubblicazione delle prime norme europee armonizzate e l'istituzione del comitato internazionale di normazione ISO/IEC JTC 5. Considerare questi sviluppi in modo isolato significa perdere di vista il quadro d'insieme: sono profondamente interconnessi.

Il Registro DPP: cosa richiede la bozza del 29 aprile 2026

Base giuridica e pubblicazione

Il Regolamento ESPR (UE) 2024/1781 fornisce il quadro giuridico generale. Definisce i requisiti di progettazione ecocompatibile e di sostenibilità per i prodotti e autorizza la Commissione a emanare atti delegati specifici per gruppo di prodotti, nonché regolamenti tecnici di esecuzione. Su questa base, la Commissione europea ha pubblicato la bozza di regolamento di esecuzione sul Registro DPP il 29 aprile 2026.

Parallelamente, il 21 maggio 2026 l'UE ha notificato la bozza all'OMC con il riferimento G/TBT/N/EU/1211 — un passaggio obbligatorio per gli ostacoli tecnici al commercio, che fa scattare un periodo di osservazioni di 60 giorni. I Paesi terzi e le associazioni di categoria possono presentare obiezioni prima della scadenza di tale termine.

Cosa memorizza il Registro — e cosa no

Su un punto chiave la bozza è deliberatamente minimalista: il Registro centrale memorizza solo tre dati per ogni voce:

  1. l'identificativo univoco (UID) del prodotto,
  2. l'endpoint del resolver attraverso cui è possibile recuperare il passaporto di prodotto effettivo,
  3. il codice merceologico associato (ad esempio un GS1 GTIN o un identificativo equivalente).

I dati di prodotto effettivi — composizione dei materiali, indice di riparabilità, impronta di carbonio — restano decentralizzati presso il produttore o un operatore dei dati designato. Il Registro non è quindi un archivio di dati, ma una rubrica di indirizzi: collega gli identificativi agli endpoint dei resolver, consentendo l'individuazione del passaporto in formato leggibile dalle macchine. Questo principio architetturale rispecchia il modello GS1 Digital Link, in cui un URI strutturato punta a un resolver che a sua volta esegue reindirizzamenti dipendenti dal contesto.

Sul piano tecnico, la bozza specifica API protette e la verifica automatica delle firme elettroniche qualificate, segnalando che l'integrità delle voci del Registro deve essere tutelata in modo crittografico, e non semplicemente tramite controlli di accesso.

Implicazioni per la vigilanza del mercato

Il 21 maggio 2026 il Bundestag tedesco ha approvato la Legge sulla progettazione ecocompatibile (Ökodesign-Gesetz), modernizzando l'attuazione nazionale dell'ESPR. La legge rafforza le autorità di vigilanza del mercato con poteri sanzionatori ampliati e sancisce il diritto di accesso ai pezzi di ricambio per le riparazioni non commerciali. In pratica, ciò significa che le autorità potranno utilizzare il Registro per verificare se un prodotto disponga di un DPP valido e recuperabile, senza dover contattare direttamente il produttore.

Norme europee armonizzate: EN 18219, EN 18220, EN 18222

Pubblicazione e ambito di applicazione

Il 28 maggio 2026 gli organismi nazionali di normazione — tra cui il belga NBN — hanno pubblicato le prime tre norme europee armonizzate per il DPP, sviluppate dal Comitato tecnico congiunto 24 di CEN/CENELEC (JTC 24):

Norma Titolo Contenuto principale
EN 18219:2026 Identificativi univoci Requisiti per l'univocità e la struttura degli ID di prodotto
EN 18220:2026 Supporti dati Requisiti per i supporti dati fisici e digitali (QR code, RFID, ecc.)
EN 18222:2026 (Formato dati / Interoperabilità) Requisiti strutturali per set di dati DPP interoperabili

Queste norme sono armonizzate ai sensi del diritto dell'UE: una volta richiamate nella Gazzetta ufficiale dell'UE, fanno scattare la presunzione di conformità. I prodotti certificati secondo queste norme sono considerati conformi ai corrispondenti requisiti dell'ESPR, senza che sia necessaria alcuna prova di conformità aggiuntiva.

Cosa significa la EN 18220 per i supporti dati

La EN 18220 è particolarmente rilevante per i system integrator. La norma specifica quali supporti dati fisici e digitali sono ammessi per il DPP e stabilisce requisiti minimi di leggibilità, durabilità e formato di codifica. I QR code e i GS1 DataMatrix sono trattati esplicitamente; sono coperte anche le implementazioni RFID, come quelle basate sullo standard RAIN.

In questo contesto, è degno di nota l'annuncio di TEKLYNX del 28 maggio 2026: l'azienda ha esteso il proprio software di etichettatura CODESOFT per supportare i nuovi schemi di codifica "++" di GS1 (EPC++ e ISO BD), che codificano gli URL web direttamente nella memoria dei tag RAIN RFID. Non è una coincidenza: è una risposta diretta alla EN 18220 e alla tabella di marcia GS1 Sunrise 2027.

ISO/IEC JTC 5: normazione internazionale sotto segretariato tedesco

Istituzione e mandato

ISO e IEC hanno istituito ufficialmente il Comitato tecnico congiunto 5 (ISO/IEC JTC 5), dedicato esclusivamente alla normazione internazionale del DPP. Si tratta di uno sviluppo significativo: finora la normazione del DPP era distribuita tra comitati settoriali dedicati a batterie, prodotti tessili ed elettronica.

Il segretariato è detenuto dal Deutsches Institut für Normung (DIN), un segnale che anni di lavoro preparatorio da parte degli ambienti industriali tedeschi stanno ora dando i loro frutti a livello internazionale. La Germania è stata coinvolta fin da subito nella progettazione tecnica del DPP attraverso il DIN e la sua partecipazione al CEN/CENELEC JTC 24.

Rapporto con il CEN/CENELEC JTC 24

Il rapporto tra ISO/IEC JTC 5 (globale) e CEN/CENELEC JTC 24 (europeo) segue l'Accordo di Vienna: le norme sviluppate a livello europeo possono, a determinate condizioni, essere adottate come norme ISO/IEC e viceversa. In pratica, ciò significa che la EN 18219, la EN 18220 e la EN 18222 potrebbero diventare disponibili a livello globale come norme ISO/IEC nel medio termine, il che semplificherebbe notevolmente il commercio internazionale per i prodotti conformi al DPP.

Rilevanza per i mercati extra-UE

Per i produttori che esportano verso mercati di Paesi terzi, ISO/IEC JTC 5 è strategicamente più importante del CEN/CENELEC JTC 24. Quando i partner commerciali internazionali — ad esempio in Asia o in Nord America — introdurranno requisiti analoghi al DPP, con ogni probabilità si allineeranno alle norme ISO/IEC anziché alle norme EN specifiche dell'UE. L'istituzione del JTC 5 crea la base istituzionale per esattamente questo.

Le batterie come applicazione pilota: lezioni dalla pratica

Il Regolamento sulle batterie (UE) 2023/1542 è l'unico ambito in cui i requisiti del DPP sono già giuridicamente vincolanti — e quindi l'unico ambito in cui esiste un'esperienza pratica. Il 27 maggio 2026 la Commissione europea ha tenuto un webinar di attuazione per l'industria delle batterie, affrontando i formati dei dati, il livello di preparazione del settore e il supporto alle PMI.

Le conoscenze acquisite in questo ambito pilota confluiscono direttamente nella progettazione della bozza del Registro DPP generico. In particolare, resta irrisolta la questione di come gli endpoint dei resolver possano essere mantenuti stabili nel lungo periodo in caso di acquisizioni societarie o insolvenze — un problema ben noto nel contesto del DPP delle batterie.

Cosa dovrebbero fare ora i produttori

L'architettura regolatoria è più chiara che mai, ma non è ancora definitiva. Emergono tre ambiti d'azione concreti:

Definite la vostra strategia di identificazione: la EN 18219:2026 stabilisce i requisiti per gli identificativi univoci. Se non utilizzate ancora un'identificazione basata su GTIN, dovreste ora valutare se gli identificativi conformi a GS1 soddisfano i requisiti — oppure se le normative specifiche per gruppo di prodotti impongono specifiche diverse. Il concetto DPP su qr3.app spiega come UID, resolver e codice merceologico funzionano insieme.

Costruite la vostra infrastruttura di resolver: il Registro punta agli endpoint dei resolver, che devono essere stabili, protetti e disponibili nel lungo periodo. Un resolver che va offline dopo due anni rende inutile la voce del Registro. La scelta tra gestire un resolver proprio e affidarsi a un provider terzo è una decisione strategica con conseguenze durature.

Sfruttate il periodo di osservazioni dell'OMC: prima che si chiuda la finestra di osservazioni di 60 giorni sulla notifica OMC G/TBT/N/EU/1211, le associazioni e le aziende possono presentare obiezioni. Se avete preoccupazioni tecniche o di politica commerciale specifiche, non lasciate trascorrere inutilizzata questa scadenza.