DPP-Regolamentazione 2026: cosa prescrivono davvero le nuove norme UE

Norme CEN/CENELEC, progetto JRC sull’acciaio, critica CIRPASS-2: una panoramica precisa dello stato della regolamentazione DPP a giugno 2026.

di QR3 Redaktion

DPP-Regolamentazione 2026: cosa prescrivono davvero le nuove norme UE

Il quadro normativo è pronto — ma l’attuazione deve ancora iniziare

Dal 1° giugno 2026 sono state ufficialmente pubblicate le prime norme europee armonizzate per il passaporto digitale dei prodotti (DPP). CEN e CENELEC hanno pubblicato, sotto il comitato tecnico congiunto JTC 24, la serie di norme EN 18216–EN 18223. Essa definisce l’infrastruttura tecnica di base: identificatori univoci dei prodotti, supporti dati, API e quadro per l’interoperabilità. Le norme sono state presentate alla DPP4EU 2026 Conference, svoltasi a Bruxelles all’inizio di giugno — insieme ad ambienti di test open source destinati a consentire la verifica della conformità delle implementazioni.

Non si tratta di un atto simbolico. Le norme concretizzano tecnicamente il ESPR-Regolamento (UE) 2024/1781, che ha sancito il DPP come diritto vincolante dell’UE. Senza la serie EN 18200, il regolamento restava un quadro privo di parametri — ora esistono entrambi. Per produttori, importatori e distributori significa che il conto alla rovescia è iniziato.

Cosa disciplina la serie di norme EN 18216–18223

Le norme sono formulate in modo tecnologicamente neutrale, ma stabiliscono requisiti chiari:

  • EN 18216 definisce il concetto di DPP e i requisiti generali per la struttura e l’accessibilità dei dati.
  • EN 18220 specifica i supporti dati consentiti — tra cui i codici QR basati sul GS1 Digital Link-Standards e i tag RAIN-RFID.
  • EN 18219 stabilisce i requisiti per il Unique Identifier (UID), che rende ogni Passport indirizzabile in modo univoco.
  • Le restanti norme della serie disciplinano le API, i formati di scambio dei dati e i requisiti per l’archiviazione decentralizzata dei dati.

Particolarmente rilevante per gli architetti di sistema: le norme impongono una gestione decentralizzata dei dati. La prevista DPP-Registry centrale della Commissione memorizza esclusivamente UID e i relativi URL dei resolver — i dati effettivi dei prodotti restano presso il produttore o un fiduciario dei dati incaricato. Ciò ha conseguenze dirette sulla scelta dell’infrastruttura.


Il progetto JRC sull’acciaio come modello per altri settori

Parallelamente alla pubblicazione delle norme, il Joint Research Centre (JRC) della Commissione ha presentato un progetto per il DPP dei prodotti semilavorati in ferro e acciaio. Questo progetto è esemplare per diversi motivi — non solo per l’industria siderurgica.

Livello di lotto vs. livello di prodotto: una distinzione decisiva

Il progetto JRC introduce una separazione sistematica decisiva per l’architettura del database e la strategia degli identificatori:

Livello Identificatore Punti dati
Livello di lotto (Lot) Numero di lotto Contenuto riciclato, composizione della lega, impronta di CO₂ specifica del prodotto (PCF)
Livello di prodotto (Item) Numero di serie Dimensioni, certificazioni, dichiarazioni di conformità

Secondo il progetto, l’impronta di CO₂ specifica del prodotto viene determinata sulla base di regole di calcolo riconosciute — in particolare, vengono citati metodi compatibili con lo standard ISO 14067. Non si tratta di una raccomandazione, bensì di un requisito per la metodologia di calcolo.

Il Regolamento sulle batterie (UE) 2023/1542 — finora l’unico atto settoriale vincolante con propri obblighi DPP — conosce già implicitamente questa distinzione tra lotto e articolo, senza tuttavia formalizzarla con la stessa chiarezza. Il progetto sull’acciaio traccia una linea che probabilmente fungerà da modello per futuri regolamenti di attuazione specifici per settore: tessili, elettronica e arredamento sono nella ESPR-lista delle priorità.

Implicazioni per l’architettura di sistema

Chi oggi pianifica un’infrastruttura DPP deve tenere conto di questa suddivisione fin dall’inizio. Un modello dati uniforme che gestisca i dati di lotto e di prodotto nella stessa tabella non soddisferà i requisiti. In concreto:

  • Gli attributi del lotto vengono registrati una volta per ciascun lotto di produzione ed ereditati — non devono essere memorizzati in modo ridondante per ogni singolo numero di serie.
  • Gli attributi del prodotto (a livello di numero di serie) richiedono un’associazione 1:1 e devono poter essere aggiornati individualmente.
  • Lo standard GS1 Digital Link supporta entrambi i livelli attraverso la propria struttura URI gerarchica (/01/ per GTIN, /10/ per il lotto, /21/ per il numero di serie) ed è quindi la soluzione di identificazione più ovvia.

CIRPASS-2 e le questioni di governance ancora aperte

Le norme tecniche sono state adottate — le questioni politiche no. Il consorzio CIRPASS-2, finanziato dall’UE, ha presentato il proprio parere sul progetto di regolamento di esecuzione relativo alla DPP-Registry e individua tre principali punti critici:

1. Struttura di governance della Registry: Chi controlla l’infrastruttura centrale di risoluzione se la Commissione non opera stabilmente come gestore? La questione di un modello di governance indipendente e multilaterale è ancora irrisolta.

2. Sovranità dei dati nelle catene di fornitura transfrontaliere: Se i dati dei prodotti restano decentralizzati presso il produttore, ma le catene di fornitura attraversano Paesi terzi, sorgono conflitti con le normative locali sulla protezione dei dati. Il regolamento di esecuzione non affronta ancora adeguatamente questo punto.

3. Interoperabilità con i sistemi di identificazione esistenti: CIRPASS-2 raccomanda esplicitamente di inserire la norma EN 18219 come riferimento nel regolamento di esecuzione — sancendo così il GS1 Digital Link come schema di identificazione preferito. Senza questo riconoscimento, esiste il rischio di soluzioni proprietarie isolate.

Questi punti critici non sono accademici. Per le aziende che investono ora nell’infrastruttura DPP, la questione della governance della Registry è esistenziale: cambiare lo schema del resolver dopo il go-live renderebbe inutilizzabili milioni di supporti dati già stampati o integrati.


Sviluppi normativi correlati: REACH ed EPR

Altri due filoni normativi meritano attenzione nel contesto di DPP e dei dati di prodotto.

Obbligo di notifica REACH per le microplastiche

A maggio 2026 l’ECHA ha pubblicato linee guida sull’obbligo di notifica REACH per le particelle di polimeri sintetici. Il primo termine per la notifica da parte di produttori e utilizzatori industriali a valle di pellet, scaglie e polveri di polimeri è entrato in vigore a maggio 2026. Per le aziende soggette agli obblighi ESPR che lavorano contemporaneamente componenti in plastica, nasce un obbligo relativo ai dati che si sovrappone ai requisiti dei dati DPP — ma non coincide con essi. È consigliabile coordinare attentamente i processi di raccolta dei dati.

Responsabilità estesa del produttore negli Stati Uniti

GS1 US ha pubblicato una guida completa destinata ad aiutare le aziende dei settori sanitario, alimentare e dei beni di consumo a standardizzare i dati sugli imballaggi mediante GTINs e GLN per soddisfare i requisiti della responsabilità estesa del produttore (EPR) a livello dei singoli Stati USA. Sebbene non si tratti di diritto dell’UE, ciò dimostra che la pressione verso la standardizzazione dei dati di prodotto cresce a livello globale — e che gli identificatori GS1 si stanno affermando come quadro di riferimento anche al di fuori dell’UE.


Cosa dovrebbero fare concretamente ora le aziende

La pubblicazione delle norme segna il passaggio dalla fase di progettazione normativa a quella di implementazione. Tre aree d’intervento sono immediatamente rilevanti:

Acquisire e analizzare le norme: la serie EN 18200 è disponibile a pagamento presso gli organismi nazionali di normazione. Chi pianifica sulla base di sintesi pubbliche rischia interpretazioni errate.

Definire la strategia degli identificatori: la scelta tra GTIN-basato GS1 Digital Link, URI proprietari o altri schemi dovrebbe essere presa ora — non dopo il primo pilota. CIRPASS-2 raccomanda GS1 Digital Link; la serie di norme EN 18219/18220 ne fa la scelta tecnicamente più ovvia. Strumenti come il Bulk-Import su qr3.app possono aiutare a convertire rapidamente gli archivi di prodotti esistenti in strutture Digital Link conformi.

Allineare il modello dati al livello Lot/Item: il progetto JRC sull’acciaio non sarà l’ultimo documento settoriale a richiedere questa distinzione. Chi struttura ora il proprio modello dati di conseguenza evita migrazioni costose.

Gli ambienti di test open source presentati alla DPP4EU 2026 Conference offrono una prima possibilità di verificare le implementazioni rispetto ai requisiti delle norme — prima che la valutazione della conformità da parte di terzi diventi obbligatoria.