Le norme tecniche sono arrivate — e sono più vincolanti del previsto
All'inizio di giugno 2026, la conferenza DPP4EU a Bruxelles ha lanciato un segnale atteso da tempo dal settore: sono state pubblicate le prime norme europee armonizzate per il passaporto digitale dei prodotti (DPP). Sviluppato sotto l'egida del CEN/CENELEC JTC 24, il pacchetto comprende la serie di norme EN 18216–EN 18223 e copre quindi l'intera infrastruttura tecnica: identificatori univoci dei prodotti, supporti dati, API e requisiti di interoperabilità.
Il Fraunhofer IPK, che ha partecipato in modo determinante ai lavori di normazione, sottolinea che il quadro è stato concepito intenzionalmente come tecnologicamente neutrale. Che si tratti di codice QR, RFID o Data Matrix, la norma non prescrive un supporto dati, ma stabilisce quali informazioni debba trasportare e come debba rispondere un servizio resolver. Per gli sviluppatori ciò significa che la scelta del supporto dati è secondaria; ciò che conta è la conformità del modello di dati sottostante.
Parallelamente alla pubblicazione delle norme, alla conferenza sono stati presentati per la prima volta ambienti di test open source con cui le aziende possono verificare la conformità delle proprie implementazioni. Ciò riduce notevolmente la barriera d'ingresso per i piccoli fornitori — a condizione che le suite di test siano effettivamente pratiche, come si vedrà nei prossimi mesi.
Cosa disciplina concretamente la serie di norme
Le norme possono essere suddivise in linea di massima in tre livelli:
| Livello | Norme | Contenuto |
|---|---|---|
| Identificazione | EN 18216, EN 18217 | ID univoci dei prodotti, sintassi, spazi dei nomi |
| Supporti dati | EN 18220 | Requisiti per i carrier fisici e digitali (QR, RFID, DM) |
| Scambio dati | EN 18221–18223 | Struttura delle API, diritti di accesso, interoperabilità |
La norma EN 18220 è particolarmente rilevante per l'attuazione operativa: definisce quali schemi di codifica siano ammessi e crea così la base normativa per implementazioni come il GS1 Digital Link, considerato l'identificatore preferenziale basato su URL.
Il progetto JRC per l'acciaio: un documento modello
Mentre le norme definiscono il quadro orizzontale, il Joint Research Centre (JRC) della Commissione offre il primo assaggio settoriale: un progetto per il DPP di prodotti semilavorati in ferro e acciaio. Il documento è lungimirante per diversi motivi, non solo per l'industria siderurgica.
Livello di lotto vs. livello di prodotto: una decisione architetturale sottovalutata
Il progetto JRC introduce una distinzione rilevante per ogni implementatore di DPP, indipendentemente dal settore: la separazione sistematica tra i dati a livello di lotto (identificati tramite numero di lotto) e i dati a livello di prodotto (identificati tramite numero di serie).
In concreto, il progetto prevede:
- Livello di lotto: percentuale di materiale riciclato, composizione della lega, impronta di CO₂ specifica del prodotto (PCF)
- Livello di prodotto: dimensioni, certificazioni, dichiarazioni di conformità
Questa distinzione non è una formalità. Ha conseguenze dirette sull'architettura del database: chi conserva tutti gli attributi a livello di numero di serie crea ridondanze e attività di manutenzione inutili. Chi invece mappa correttamente gli attributi del lotto a livello di lotto può gestire centralmente le modifiche — ad esempio un calcolo PCF aggiornato — senza dover intervenire su ogni singolo record di prodotto.
Secondo il progetto, il PCF dovrà essere calcolato secondo metodi compatibili con la norma ISO 14067. Non è una sorpresa, ma il riferimento esplicito nel progetto settoriale aumenta la pressione sui produttori di acciaio affinché standardizzino metodologicamente la contabilizzazione delle emissioni di CO₂.
Per confronto, il regolamento sulle batterie (UE) 2023/1542 — finora l'unico atto settoriale vincolante con propri obblighi in materia di DPP — conosce implicitamente questa distinzione tra lotto e prodotto, senza formalizzarla in modo altrettanto chiaro. Il progetto per l'acciaio potrebbe diventare un modello di riferimento per i futuri atti settoriali.
CIRPASS-2: critiche all'architettura del registro
Il consorzio CIRPASS-2, finanziato dall'UE, ha presentato la propria posizione sul progetto di regolamento di esecuzione relativo al registro centrale di DPP. Le critiche sono sostanziali e riguardano questioni rilevanti per ogni implementatore.
Tre critiche fondamentali
Governance del registro: Il consorzio lamenta che il progetto non definisca in modo sufficiente la struttura di governance del registro centrale. Chi decide sui diritti di accesso? Come vengono risolti i conflitti tra le autorità nazionali e l'istanza centrale dell'UE? In assenza di risposte chiare, il registro resta un rischio giuridico per le aziende che vi registrano i propri dati.
Sovranità dei dati nelle catene di fornitura transfrontaliere: Per le catene di fornitura che attraversano più giurisdizioni, non è chiaro quale diritto si applichi a ciascuna categoria di dati. Ciò è particolarmente rilevante per le aziende che coinvolgono fornitori al di fuori dell'UE.
Interoperabilità con i sistemi esistenti: Il consorzio raccomanda espressamente di inserire la norma EN 18219 come riferimento esplicito nel regolamento di esecuzione, per garantire che i sistemi di identificazione esistenti come il GS1 Digital Link possano essere integrati senza soluzione di continuità, invece di costruire parallelamente un'infrastruttura proprietaria dell'UE.
Questa raccomandazione non è politicamente banale: significherebbe che la Commissione trasferirebbe nel diritto vincolante dell'UE uno standard di fatto del settore privato (GS1). Se ciò avverrà, lo stabilirà il regolamento di esecuzione definitivo.
Ecosistema GS1: progetti pilota e nuovo supporto software
Al di là degli sviluppi normativi, l'ecosistema GS1 dimostra che il lavoro di implementazione è iniziato da tempo.
Prodotti freschi e serializzazione a livello di articolo
Alla GS1 Connect 2026, Antares Vision Group e Driscoll's hanno presentato un progetto pilota comune per la serializzazione dei prodotti freschi a livello di singolo articolo, nello specifico i frutti di bosco. Il progetto pilota converte i codici QR proprietari in supporti dati conformi al collegamento digitale GS1. Dal punto di vista tecnico non è un'impresa straordinaria, ma la scala è notevole: i prodotti freschi, con una breve durata e volumi elevati, pongono requisiti particolari all'infrastruttura.
TEKLYNX CODESOFT e RAIN-RFID
TEKLYNX ha aggiornato il proprio software CODESOFT, che ora supporta gli schemi di codifica GS1 «++» (EPC++ e ISO BD). In questo modo è possibile scrivere direttamente gli URL web nella memoria dei tag RAIN-RFID, un requisito derivante dalla combinazione della norma EN 18220 e dello standard GS1 Digital Link. Per le aziende che gestiscono catene di fornitura basate su RFID, si tratta di un aggiornamento rilevante: consente di utilizzare lo stesso tag sia per la logistica interna sia per le comunicazioni esterne conformi a DPP.
Guida EPR di GS1 US
GS1 US ha pubblicato una nuova guida alla standardizzazione dei dati sugli imballaggi per le leggi sulla responsabilità estesa del produttore (EPR) a livello dei singoli Stati federali statunitensi. La guida raccomanda GTINs e GLN come identificatori di base. Ciò è rilevante per le aziende europee con attività negli Stati Uniti: chi struttura già i propri dati sugli imballaggi in conformità con GS1 parte avvantaggiato rispetto a entrambi i quadri normativi.
Microplastiche REACH: uno sviluppo parallelo sottovalutato
Un po' al di fuori del dibattito su DPP, ma strettamente connesso sul piano normativo: a maggio 2026 l'ECHA ha pubblicato linee guida sull'obbligo di notifica REACH per le microparticelle polimeriche sintetiche. È diventato effettivo il primo termine per la notifica da parte dei produttori e degli utilizzatori industriali a valle di pellet, scaglie e polveri polimeriche.
Il legame con DPP non è evidente, ma è reale: se in futuro i dati sulle microplastiche saranno soggetti a obbligo di notifica, sarà naturale inserirli in modo strutturato in un passaporto del prodotto, invece di conservarli in banche dati separate per la conformità. Resta ancora da chiarire se e come i regolamenti di esecuzione ESPR per i prodotti in plastica terranno conto di questi dati.
Conclusioni: normazione completata, implementazione ancora aperta
Le basi tecniche per il passaporto digitale dei prodotti sono state gettate. Il CEN/CENELEC ha mantenuto le promesse, il JRC mostra con il progetto per l'acciaio come potrebbero essere strutturati i requisiti settoriali e i primi progetti pilota nel settore alimentare dimostrano la fattibilità tecnica.
Mancano chiarezza sulla governance del registro e regolamenti di esecuzione definitivi per la maggior parte delle categorie di prodotti. Le aziende che iniziano ora l'implementazione dovrebbero considerare seriamente la distinzione tra lotto e prodotto del progetto JRC per l'acciaio come principio architetturale: probabilmente ricomparirà in molti atti settoriali. E chi punta su GS1 Digital Link è ben posizionato: il consorzio CIRPASS-2 sta lavorando attivamente affinché questo standard entri nella lettura obbligatoria dei regolamenti di esecuzione.