Il quadro normativo: cosa richiede realmente ESPR
Con la ESPR-Verordnung (EU) 2024/1781 l'UE ha creato un quadro giuridico vincolante per il passaporto digitale di prodotto (DPP). Ciò che sorprende molte aziende è che il testo normativo rimane notevolmente vago su questioni tecniche centrali. Si limita infatti a prescrivere che il DPP debba contenere «informazioni aggiornate e accurate», senza specificare la frequenza degli aggiornamenti, gli accordi sul livello di servizio, il formato dei dati o le specifiche tecniche del livello di trasmissione.
Non si tratta di una svista, ma di una scelta metodologica. La Commissione europea delega la definizione dettagliata delle specifiche ad atti di esecuzione specifici per gruppo di prodotti, adottati progressivamente. Per i produttori questo significa che la ESPR da sola non è sufficiente come base di pianificazione. È decisivo sapere quali atti delegati siano già disponibili o in preparazione per la propria categoria di prodotti.
Cosa disciplina concretamente il testo normativo
La ESPR stabilisce i seguenti obblighi fondamentali:
- Identificazione univoca del prodotto: Ogni prodotto deve essere collegato a un passaporto digitale di prodotto tramite un vettore di dati leggibile automaticamente, nella pratica solitamente un codice QR.
- Accessibilità dei dati: Le informazioni memorizzate nel DPP devono essere accessibili alle autorità, agli operatori economici e, a seconda della categoria di prodotto, anche ai consumatori.
- Aggiornamento dei dati: Il passaporto deve contenere informazioni «aggiornate e accurate»: i margini interpretativi di questa formulazione sono considerevoli.
- Interoperabilità: La Commissione dovrebbe definire schemi di dati e interfacce comuni; fino ad allora, gli standard esistenti come GS1 Digital Link fungeranno da riferimento de facto.
Ciò che il regolamento non disciplina esplicitamente: se i dati debbano essere archiviati centralmente o in modo decentralizzato, quali infrastrutture blockchain o cloud siano ammesse e con quale frequenza debbano essere aggiornati i dati dinamici.
Il passaporto digitale della batteria: il primo progetto obbligatorio concreto
Il DPP finora più dettagliatamente definito è il passaporto digitale della batteria, che diventerà obbligatorio dal 18 febbraio 2027 sulla base del regolamento sulle batterie (UE) 2023/1542. Inizialmente riguarda le batterie industriali, le batterie per trazione (EV) e i sistemi di accumulo stazionari a partire da 2 kWh.
Il regolamento sulle batterie è molto più preciso della ESPR: prescrive punti dati concreti, tra cui capacità, durata, impronta di CO₂, composizione dei materiali e informazioni sulla catena di approvvigionamento delle materie prime critiche. L'impronta di CO₂ specifica del prodotto (PCF) deve essere calcolata e dichiarata secondo metodi compatibili con la norma ISO 14067.
Problemi pratici secondo il rapporto di implementazione 2026
Il rapporto di implementazione Minespider 2026 analizza lo stato attuale della preparazione alla conformità nel settore delle batterie e identifica due problemi pratici centrali:
Frammentazione dei dati: I dati rilevanti – origine delle materie prime, fasi di lavorazione, tassi di riciclo – sono distribuiti tra decine di fornitori e sistemi. Non esiste uno standard uniforme per lo scambio di dati tra fornitori di livello Tier-1, Tier-2 e Tier-3.
Aggiornamenti dinamici dei dati: I dati delle batterie non sono statici. Perdita di capacità, cicli di ricarica ed eventi di manutenzione devono essere aggiornati per tutto il ciclo di vita. Molte aziende non dispongono ancora dell'infrastruttura tecnica necessaria.
Il 24 giugno 2026 il progetto BatteryPass-Ready ha avviato un ambiente di test pubblico nel quale le aziende possono validare le proprie soluzioni DPP rispetto ai requisiti UE: una tappa importante per il settore, anche se mancano ancora otto mesi all'entrata in vigore dell'obbligo.
I prodotti in acciaio come parametro di confronto
Uno sguardo alla bozza di dati JRC per i prodotti in acciaio mostra quanto possano diventare dettagliati i requisiti specifici per gruppo di prodotti: la bozza JRC indica esplicitamente il PCF a livello di lotto e richiede metodi di calcolo conformi alla norma ISO 14067. Si tratta di una precisione che va ben oltre la formulazione generale ESPR e consente di trarre conclusioni sui futuri requisiti settoriali.
Divieto di greenwashing ed EmpCo: il cantiere parallelo sottovalutato
Parallelamente alla ESPR è entrata in vigore la direttiva EmpCo (UE) 2024/825, che vieta le dichiarazioni ambientali ingannevoli nel settore B2C. Il legame con il dibattito sulla DPP è diretto: chi pubblicizza dichiarazioni di sostenibilità sulle confezioni o nell'e-commerce dovrà in futuro sostenerle con dati verificabili, e il DPP è lo strumento più naturale a questo scopo.
Per le aziende di e-commerce, Ecommerce Europe in un documento di posizione del giugno 2026 ha formulato raccomandazioni concrete: l'organizzazione di settore chiede una granularità flessibile dei dati e un approccio graduale all'implementazione, per evitare duplicazioni di lavoro. Il documento mette in guardia in particolare dal destrutturare completamente le strutture dati esistenti prima che vengano definiti schemi uniformi a livello UE.
Infrastruttura: dallo standard al vettore di dati
GS1 Digital Link come ponte tecnico
L'attuazione pratica del DPP dipende dal collegamento fisico tra prodotto e record di dati. In questo ambito, GS1 Digital Link si è affermato come standard de facto: un URL strutturato che codifica GTIN, numero di serie e altri attributi, e rimanda a un resolver che fornisce record di dati diversi a seconda del contesto.
L'esempio di Driscoll's dimostra la scalabilità di questo approccio: alla GS1 Connect 2026, il produttore di frutti di bosco ha illustrato come più di un miliardo di confezioni Berry siano state dotate di identità univoche e stiano ora migrando a codici QR pienamente conformi a GS1 Digital Link. Il progetto collega direttamente il feedback dei consumatori alla tracciabilità a livello di azienda agricola, un modello che dovrebbe diventare rilevante per i requisiti DPP nel settore alimentare.
L'infrastruttura di stampa come collo di bottiglia
Un problema pratico spesso sottovalutato: non tutti i substrati per imballaggi possono essere dotati di codici QR ad alta precisione mediante i tradizionali processi di stampa. La partnership tra Polytag e DataLase, annunciata nel giugno 2026, affronta esattamente questo collo di bottiglia: mediante una tecnologia di stampa laser-reattiva è possibile applicare codici QR conformi a GS1 in modo permanente e alla velocità di produzione su substrati difficili, come metallo, vetro e pellicole plastiche.
Per i produttori che devono introdurre la serializzazione a livello di articolo (ovvero codici univoci per ogni singolo prodotto anziché per lotto), l'infrastruttura di stampa è un investimento concreto, spesso sottovalutato nei piani di progetto DPP.
Cosa dovrebbero fare ora concretamente le aziende
La situazione normativa può essere ricondotta a tre aree d'intervento:
1. Chiarire la categoria di prodotto e il calendario Non tutti i prodotti saranno soggetti contemporaneamente agli obblighi DPP. Il regolamento sulle batterie si applica da febbraio 2027; per tessili, dispositivi elettronici e altre categorie, le procedure di consultazione sono ancora in corso. Le aziende dovrebbero verificare quali atti delegati per il proprio gruppo di prodotti siano già stati pubblicati o si trovino in fase di bozza.
2. Strategia dei dati prima della scelta del sistema La scelta della piattaforma tecnica – che si tratti di un repository centralizzato, di una rete decentralizzata come Hedera o di approcci ibridi – è secondaria rispetto alla domanda su quali dati debbano essere disponibili e con quale granularità. L'approccio JRC per l'acciaio (livello di lotto, ISO 14067) mostra che i requisiti specifici per gruppo di prodotti possono discostarsi notevolmente dalla norma di base ESPR.
3. Costruire tempestivamente l'infrastruttura di serializzazione La serializzazione a livello di articolo richiede adeguamenti all'infrastruttura di stampa, ai sistemi ERP e all'architettura del resolver. Chi aspetta che gli atti di esecuzione per la propria categoria di prodotti siano definitivi potrebbe avere troppo poco tempo per l'attuazione tecnica.
La ESPR non è una norma inapplicabile, ma non è nemmeno un regolamento già completo. Chi inizia ora l'analisi si assicura un margine di manovra per l'implementazione.
Fonti
- Regulation (EU) 2024/1781 of the European Parliament and of the Council of 13 June 2024 establishing a framework for the setting of ecodesign requirements for sustainable products
- Regulation (EU) 2023/1542 of the European Parliament and of the Council of 12 July 2023 concerning batteries and waste batteries
- EU Battery Passport: What It Is, Who Needs One, and When the Clock Runs Out
- Carbon Footprint Requirements - EU Battery Regulation (2023/1542)
- DPP Sector Update Juni 2026: Stahl, Batterien und GS1-Piloten — qr3.app Blog
- DPP Sector Update June 2026: Steel, Batteries, and GS1 Pilots — qr3.app Blog
- Directive (EU) 2024/825 of the European Parliament and of the Council of 28 February 2024 amending Directives 2005/29/EC and 2011/83/EU as regards empowering consumers for the green transition through better protection against unfair practices and through better information
- For a successful Digital Product Passport implementation - Ecommerce Europe
- At GS1 Connect, Antares Vision Group and Driscoll's to Present Joint Session on Item-Level Traceability and New Digital Link Pilot - WhatTheyThink
- Polytag parters with DataLase on QR codes