Passaporto digitale delle batterie 2027: cosa prescrive davvero il regolamento UE

Da febbraio 2027 il Passaporto digitale delle batterie sarà obbligatorio per batterie industriali e da trazione. Una panoramica su dati obbligatori, lacune di conformità e sviluppi del mercato.

di QR3 Redaktion

Passaporto digitale delle batterie 2027: cosa prescrive davvero il regolamento UE

Quadro normativo: due regolamenti, un obiettivo

Il Passaporto digitale delle batterie (DBP) non è un'iniziativa volontaria — è diritto vincolante dell'UE. La base giuridica è costituita dal Regolamento sulle batterie (UE) 2023/1542, che insieme al ESPR-Regolamento (UE) 2024/1781 sovraordinato stabilisce il quadro vincolante per i passaporti digitali dei prodotti in tutta l'UE.

Dal 18 febbraio 2027, le batterie industriali, le batterie da trazione per veicoli elettrici e i sistemi di accumulo stazionari a partire da 2 kWh dovranno essere dotati di un simile passaporto. Chi immette batterie sul mercato dell'UE — che sia un produttore, un importatore o un rappresentante autorizzato — è responsabile della conformità. Questo riguarda anche le aziende al di fuori dell'UE: il Department for Business and Trade britannico ha già avviato un'indagine sugli effetti per gli esportatori britannici, poiché i requisiti riguardano di fatto anche i produttori del Regno Unito che forniscono il mercato UE.

Dati obbligatori: cosa deve contenere effettivamente il passaporto

Impronta di CO₂ specifica del prodotto a livello di lotto

Questo è il dato tecnicamente più impegnativo. L'impronta di CO₂ specifica del prodotto (PCF) deve essere calcolata secondo metodi compatibili con la norma ISO 14067 — e in modo specifico per lotto, non aggregato a livello di modello. La bozza del JRC della Commissione europea chiarisce: un'unica indicazione PCF per modello di batteria non è sufficiente. Ogni lotto di produzione richiede un valore proprio e verificabile.

Questo ha conseguenze dirette per l'architettura dei dati. Chi calcola i valori PCF una sola volta per tipo di batteria e li applica poi a tutti i lotti non soddisfa il requisito. Il calcolo deve essere integrato nei processi produttivi — con interfacce verso i dati sul consumo energetico, l'origine dei materiali e la logistica dei trasporti.

Dati sullo stato per il mercato della seconda vita

Per le batterie riutilizzate, il Regolamento sulle batterie prescrive la raccolta dello State of Health (SoH) e dello State of Charge (SoC). Questi dati non sono statici — cambiano per tutta la durata di utilizzo e devono essere aggiornati nel passaporto della batteria. Per i gestori di applicazioni di seconda vita (ad esempio sistemi di accumulo stazionari ricavati da batterie EV dismesse) ciò significa che il passaporto deve poter essere aggiornato dinamicamente, non essere soltanto un documento una tantum al momento della prima immissione sul mercato.

Panoramica degli altri campi obbligatori

Il regolamento richiede inoltre informazioni su:

  • Origine delle materie prime e catena di fornitura (cobalto, litio, nichel, manganese a livello di miniera)
  • Contenuto riciclato nei materiali attivi (con quote minime progressive dal 2030/2035)
  • Capacità, durata e parametri di prestazione
  • Sostanze pericolose secondo i requisiti REACH
  • Riparabilità e istruzioni di smontaggio

Il passaporto della batteria deve essere accessibile tramite un codice QR o DataMatrix compatibile con GS1 Digital Link, che rimandi direttamente ai dati — non a una pagina prodotto generica.

Realtà della conformità: due problemi strutturali

Il rapporto di implementazione Minespider 2026 analizza l'attuale livello di preparazione dell'industria e identifica due problemi strutturali che attraversano l'intera catena del valore.

Problema 1: frammentazione dei dati

Le catene di fornitura delle batterie sono complesse e distribuite a livello globale. I dati sulle materie prime sono presso l'impresa mineraria, quelli sulle celle presso il produttore di celle, l'integrazione dei moduli presso il fornitore Tier 1, l'assemblaggio finale presso l'OEM. Nessuno di questi attori dispone da solo di tutti i dati obbligatori per il passaporto della batteria. L'aggregazione di questi dati in un modello coerente e conforme al regolamento è la principale sfida operativa.

Il problema è aggravato dall'assenza di standardizzazione dei formati dei dati tra i partner della catena di fornitura. Molte aziende lavorano ancora con esportazioni ERP proprietarie, certificati PDF o fogli Excel — formati che non possono essere convertiti direttamente in un modello di dati DPP.

Problema 2: aggiornamenti dinamici dei dati

Un passaporto digitale del prodotto non è un documento statico. I dati sullo stato, come SoH e SoC, cambiano continuamente. Le indicazioni sui richiami, le informazioni sul riciclo o gli aggiornamenti delle certificazioni devono poter essere aggiunti successivamente. Ciò richiede un'infrastruttura backend che supporti gli aggiornamenti dei dati per l'intero ciclo di vita del prodotto — inclusi il versioning e un audit trail.

Molte aziende hanno finora valutato solo soluzioni statiche (come schede tecniche basate su PDF con codice QR), che non possono in linea di principio soddisfare questo requisito.

Sviluppi del mercato: come si stanno posizionando gli operatori

BatteryPass-Ready: ambiente di validazione neutrale

Il 24 giugno 2026 il progetto BatteryPass-Ready avvierà il suo ambiente di test pubblico. Le aziende potranno far validare le proprie soluzioni DPP rispetto ai requisiti UE — in modo neutrale, basato su standard e senza dipendenza da un fornitore. Questo è rilevante perché il mercato è attualmente invaso da promesse di soluzioni proprietarie difficili da confrontare obiettivamente. Un ambiente di test indipendente dai produttori crea per la prima volta una base di riferimento comune.

Bureau Veritas e Circulor: la competenza di verifica incontra la tracciabilità

Bureau Veritas e Circulor hanno annunciato una partnership strategica che combina competenze di verifica, ispezione e certificazione con una piattaforma digitale di tracciabilità. L'approccio affronta direttamente il problema della frammentazione dei dati: Bureau Veritas apporta la verifica fisica sul campo (audit sulle materie prime, test sulle celle), mentre Circulor offre la tracciabilità digitale della catena di fornitura. La combinazione dovrebbe garantire l'integrità dei dati attraverso più livelli della catena di fornitura.

Securikett Codikett 2.0: etichettatura a prova di manomissione

Securikett ha presentato con la sua piattaforma Codikett 2.0 una soluzione di etichettatura a prova di manomissione direttamente collegata alla gestione dei dati DPP. L'approccio mira a un problema concreto: un codice QR sull'involucro di una batteria deve essere fisicamente a prova di contraffazione — altrimenti un prodotto falsificato potrebbe essere collegato a un passaporto della batteria legittimo. La rilevazione delle manomissioni a livello di etichetta non è un requisito esplicito del regolamento, ma rappresenta un'integrazione utile per i sistemi di batterie di elevato valore.

Markem-Imaje ha presentato con CoLOS Software Version 7 una soluzione per codici 2D conformi a GS1 Digital Link, che consente la gestione centralizzata e flussi di lavoro automatizzati per le Smart Label. Il GS1 Digital Link è la chiave tecnica: non codifica soltanto un URL, ma identificativi strutturati del prodotto (GTIN, numero di serie, numero di lotto), leggibili dalle macchine e standardizzati. Senza questo standard, un'infrastruttura DPP interoperabile è difficilmente realizzabile.

Cosa dovrebbero fare ora le aziende

Il tempo rimanente fino a febbraio 2027 è più limitato di quanto sembri. I progetti tipici di implementazione per infrastrutture DPP durano 12–18 mesi — il che significa che l'avvio dell'implementazione avrebbe dovuto avvenire al più tardi nell'estate 2025. Chi non ha ancora iniziato è in ritardo.

Le seguenti misure hanno priorità immediata:

  1. Inventario dei dati lungo la catena di fornitura: quali dati obbligatori sono disponibili, dove, in quale formato e con quale qualità? Senza questa ricognizione non è possibile pianificare realisticamente l'implementazione.

  2. Impostare il calcolo del PCF specifico per lotto: è il singolo aspetto più complesso e richiede l'integrazione nei sistemi di produzione esistenti. In questo ambito, consulenti esterni con competenze sulla ISO 14067 sono quasi sempre necessari.

  3. Scegliere un backend DPP con capacità di aggiornamento: le soluzioni statiche sono escluse. Il backend deve supportare gli aggiornamenti dei dati per l'intero ciclo di vita del prodotto, offrire il versioning e mantenere audit trail.

  4. Pianificare un'etichettatura conforme a GS1 Digital Link: il codice QR fisico sulla batteria deve soddisfare lo standard GS1. Ciò riguarda sia la struttura dei dati sia la qualità di stampa e la resistenza in condizioni industriali.

  5. Utilizzare l'ambiente di test BatteryPass-Ready: dal 24 giugno 2026 sarà disponibile un ambiente di validazione neutrale. Le aziende dovrebbero testare tempestivamente le proprie soluzioni, prima di avviarle alla produzione in serie.

Il regolamento è stato approvato e la scadenza è fissata. Chi continua a scommettere su un rinvio o un allentamento dei requisiti rischia problemi di accesso al mercato in uno dei più importanti mercati in crescita del prossimo decennio.