CEN e CENELEC hanno pubblicato alla fine di maggio 2026 le prime sei norme europee armonizzate per il passaporto digitale dei prodotti (DPP). La serie EN 18216–EN 18223 definisce l’architettura tecnica di base, identificatori univoci, vettori di dati e API, creando per la prima volta una base vincolante e standardizzata al di sotto del livello normativo.
Cosa regolamentano le nuove norme
Le sei norme integrano il quadro legislativo definito dalla ESPR-Verordnung (EU) 2024/1781 e da atti giuridici specifici per prodotto, come il regolamento sulle batterie (UE) 2023/1542. Mentre i regolamenti stabiliscono il cosa — quali dati deve contenere un passaporto di prodotto — le EN 18216–EN 18223 definiscono il come: modelli di dati, protocolli di comunicazione e vettori fisici.
Sei norme, un sistema coerente
La serie di norme è articolata in blocchi tematici:
- EN 18216 stabilisce il quadro generale e la terminologia.
- EN 18217 specifica il modello di dati e la struttura semantica delle voci DPP.
- EN 18218 regolamenta l’assegnazione e la gestione di identificatori univoci dei prodotti.
- EN 18219 definisce i vettori fisici ammessi, tra cui i codici QR basati sul GS1 Digital Link-Standards.
- EN 18220 descrive le interfacce API per il recupero dei dati e l’aggiornamento dei dati del passaporto.
- EN 18221–18223 affrontano i requisiti di sicurezza, il controllo degli accessi e l’infrastruttura di fiducia.
Particolarmente rilevante per l’implementazione è la EN 18219: lo standard prescrive che i prodotti fisici dispongano di vettori leggibili dalle macchine, che rimandino a un gemello digitale persistente. I codici QR conformi allo schema di collegamento digitale standardizzato sono espressamente indicati come soluzione conforme.
Contesto: cosa prescrivono già i regolamenti
Le norme non arrivano nel vuoto. Il regolamento ESPR obbliga produttori e importatori a fornire passaporti digitali dei prodotti per un numero crescente di categorie. Si comincia dal settore delle batterie: a partire dal 18 febbraio 2027, le batterie industriali, le batterie per la trazione dei veicoli elettrici e i sistemi di accumulo stazionari da 2 kWh in su dovranno essere dotati di un passaporto digitale della batteria (DBP).
Il contenuto di questo passaporto è definito con precisione dalla legge. Comprende, tra l’altro:
- L’impronta di carbonio del prodotto specifica per prodotto (PCF) a livello di lotto, calcolata secondo metodi conformi alla norma ISO 14067. Secondo la bozza del JRC della Commissione europea, il dato PCF non può essere aggregato a livello di modello: deve essere effettivamente specifico del lotto.
- Dati sulle condizioni come State of Health (SoH) e State of Charge (SoC) per le batterie riutilizzate nel mercato della seconda vita.
- Composizione dei materiali, prove relative alla catena di fornitura e informazioni sul riciclaggio.
Le nuove norme CEN/CENELEC creano ora l’infrastruttura tecnica per fornire questi dati richiesti dalla legge in modo interoperabile, a prova di falsificazione e leggibile dalle macchine.
Sfide strutturali nella pratica
Nonostante i progressi normativi, il rapporto sull’implementazione di Minespider del 2026 mostra che molte aziende presentano ancora lacune significative nella preparazione alla conformità. Il rapporto individua due problemi strutturali che attraversano l’intera catena del valore:
Problema 1: frammentazione dei dati
I dati rilevanti sui prodotti sono distribuiti tra diversi attori lungo la catena di fornitura — fornitori di materie prime, produttori di componenti, fornitori di servizi logistici — e si trovano in formati e sistemi differenti. Per la maggior parte delle aziende non esiste ancora una base dati consolidata e conforme alle norme. Le nuove norme definiscono il modello di dati obiettivo, ma non risolvono il problema organizzativo dell’acquisizione dei dati.
Problema 2: aggiornamenti dinamici dei dati
Un DPP non è un documento statico. I dati sulle condizioni, come il SoH, cambiano durante il ciclo di vita del prodotto. La EN 18220 affronta questo aspetto con specifiche API per gli aggiornamenti in tempo reale, ma presuppone che le aziende dispongano dei sistemi backend e delle pipeline di dati necessari per fornire tali aggiornamenti in modo affidabile.
Ecosistema: chi aiuta nell’implementazione?
Parallelamente alla pubblicazione delle norme si è sviluppato un ecosistema di fornitori di servizi e iniziative a supporto delle aziende nell’attuazione.
Ambiente di test BatteryPass-Ready: il 24 giugno 2026 il progetto BatteryPass-Ready avvierà il proprio ambiente di test pubblico. Le aziende potranno far validare le proprie soluzioni DPP rispetto ai requisiti dell’UE, in modo neutrale, basato sugli standard e indipendente dai fornitori. Ciò è particolarmente prezioso perché, sebbene le norme siano state pubblicate, le procedure di valutazione della conformità sono ancora in fase di sviluppo.
Bureau Veritas e Circulor: le due aziende hanno annunciato una partnership strategica che combina competenze di verifica, ispezione e certificazione con una piattaforma digitale di tracciabilità. Il modello affronta direttamente il problema della frammentazione dei dati: verifica e raccolta dei dati vengono riunite in un unico processo.
Securikett Codikett 2.0: Securikett ha presentato una soluzione di etichette a prova di manomissione, direttamente collegata alla gestione dei dati DPP, un approccio che collega la sicurezza fisica contro la falsificazione (affrontata nelle EN 18221–18223) al passaporto digitale del prodotto.
Cosa dovrebbero fare ora concretamente le aziende
La pubblicazione delle norme segna una svolta: le aziende possono ora allineare le proprie architetture tecniche a uno standard stabile, invece di attendere specifiche definitive.
Nella pratica, sono consigliabili i seguenti passaggi:
Definire la strategia per gli identificatori: la EN 18218 richiede identificatori univoci dei prodotti. Le aziende che utilizzano già GTINs e codici QR conformi a GS1 Digital Link sono avvantaggiate: questa struttura è direttamente conforme alla norma.
Mappare il modello di dati sulla EN 18217: le strutture di dati dei prodotti esistenti dovrebbero essere verificate per individuare eventuali lacune rispetto al modello di dati normativo, soprattutto per gli attributi specifici del lotto, come il PCF.
Verificare la preparazione delle API: la EN 18220 richiede interfacce leggibili e aggiornabili. Chi rappresenta i passaporti digitali dei prodotti tramite schede dati statiche o documenti PDF dovrà adeguarsi.
Utilizzare l’ambiente di test: la piattaforma BatteryPass-Ready, disponibile da giugno 2026, offre una possibilità gratuita di prevalidazione, molto più economica di una correzione successiva poco prima della scadenza di febbraio 2027.
Avviare la comunicazione con i fornitori: poiché i dati PCF specifici del lotto sono necessari da parte dei fornitori a monte, l’acquisizione dei dati è un progetto a lungo termine. Le aziende che avviano ora il dialogo con i propri fornitori hanno un vantaggio strutturale.
Inquadramento: cosa realizzano le norme e cosa no
Sarebbe un errore interpretare la pubblicazione delle norme come la conclusione del processo normativo. Le EN 18216–EN 18223 costituiscono una base tecnica, non una soluzione completa per la conformità. Gli atti delegati specifici per prodotto nell’ambito della ESPR — per tessili, mobili, elettronica e altre categorie — seguiranno gradualmente e introdurranno ciascuno requisiti propri in materia di dati.
Cosa realizzano le norme: creano interoperabilità. Un DPP strutturato secondo la EN 18217 e distribuito tramite API conformi alla EN 18220 può essere letto da qualsiasi sistema autorizzato, indipendentemente dal fornitore del software utilizzato. Questo è il vero valore aggiunto: non un formato proprietario a silo, ma un vocabolario tecnico aperto e valido in tutta Europa.
Per le aziende che guardano alla scadenza di febbraio 2027, il messaggio è chiaro: ora gli interventi tecnici necessari sono definiti. Il tempo dell’attesa è finito.