Cosa è stato pubblicato — e perché è importante
Il 28 maggio 2026, gli istituti nazionali di normazione, tra cui il NBN belga, hanno pubblicato ufficialmente le prime norme europee armonizzate per il Passaporto Digitale di Prodotto (DPP). Sono state elaborate dal Comitato tecnico CEN/CENELEC JTC 24, che dal 2023 sviluppa standard trasversali ai prodotti per l'interoperabilità e la coerenza dei dati.
Le tre norme pubblicate a maggio costituiscono la base tecnica per ogni DPP conforme:
| Norma | Titolo (forma breve) | Contenuto principale |
|---|---|---|
| EN 18219:2026 | Identificatori univoci | Come identificare univocamente i prodotti — sintassi, persistenza, assenza di collisioni |
| EN 18220:2026 | Supporti dati | Quali supporti fisici (codice QR, RFID, DataMatrix) sono ammessi e come devono essere codificati |
| EN 18222:2026 | Quadro di interoperabilità | Requisiti semantici e tecnici per lo scambio di dati tra sistemi |
Il 25 giugno 2026 CEN e CENELEC hanno tenuto un webinar pubblico sulle norme EN 18216–EN 18223 appena pubblicate — il pacchetto completo di norme elaborato dal JTC 24. I sei standard definiscono congiuntamente il quadro trasversale ai prodotti a cui in futuro dovranno fare riferimento produttori, importatori e fornitori di software.
Cosa disciplinano concretamente le norme
EN 18219: identificatori univoci
La EN 18219 stabilisce che ogni DPP debba disporre di un identificatore persistente e univoco a livello globale. In pratica, ciò significa che a un prodotto viene assegnato un identificatore che rimane invariato per l'intero ciclo di vita — produzione, utilizzo, riparazione, riciclo — e rimanda al relativo record di dati.
La norma non impone sistemi proprietari, ma definisce requisiti che schemi di identificazione consolidati come GS1 Digital Link possono soddisfare. Un GS1 Digital Link codifica GTIN e il numero di serie in un URI standardizzato e rimanda direttamente al record DPP — un approccio già sperimentato nel settore delle batterie.
EN 18220: supporti dati
La EN 18220 disciplina quali supporti dati fisici sono ammessi per trasferire l'identificatore sul prodotto. Codici QR, DataMatrix e tag RFID sono riconosciuti come supporti conformi, purché soddisfino i requisiti di codifica definiti dalla norma. È essenziale che il supporto dati non sia soltanto leggibile, ma anche fissato stabilmente al prodotto — gli adesivi che si staccano al primo utilizzo non sono sufficienti.
Per i produttori che già utilizzano codici QR dinamici, è rilevante quanto segue: la EN 18220 non stabilisce se il record di dati associato al codice debba essere statico o dinamico. Questa questione è disciplinata dai regolamenti specifici di settore — ad esempio il regolamento sulle batterie.
EN 18222: interoperabilità
La EN 18222 è la più complessa delle tre norme. Definisce come i sistemi DPP di diversi fornitori e Paesi debbano comunicare tra loro, affinché un funzionario doganale a Rotterdam possa leggere lo stesso passaporto di un'azienda di riciclo a Poznań. In concreto, la norma stabilisce requisiti per:
- Modelli di dati: i campi devono essere definiti semanticamente in modo univoco, non soltanto essere sintatticamente corretti.
- Interfacce API: i sistemi devono supportare query standardizzate.
- Diritti di accesso: non tutti i punti dati sono visibili a tutti gli attori — la norma distingue aree di dati pubbliche, soggette a restrizioni e riservate.
Inserimento nel quadro normativo
Le tre norme non nascono nel vuoto. Sono parte dell'attuazione del Regolamento sulla progettazione ecocompatibile (ESPR), che introduce il DPP come strumento trasversale ai prodotti. Per le batterie si applicano inoltre i requisiti specifici del Regolamento sulle batterie (UE) 2023/1542.
Il regolamento sulle batterie stabilisce espressamente che determinati punti dati debbano poter essere aggiornati per l'intero ciclo di vita di una batteria. Lo State of Health (SoH) e lo State of Charge (SoC) cambiano a ogni ciclo di carica e scarica. Per le batterie riutilizzate in una seconda vita — ad esempio come sistemi di accumulo stazionari dopo l'impiego in un veicolo elettrico — dati aggiornati sullo stato non sono soltanto obbligatori per legge, ma anche economicamente rilevanti.
Chi compila il proprio passaporto una sola volta al momento dell'immissione sul mercato e poi non lo aggiorna più non soddisfa pienamente i requisiti — e rischia seri problemi di conformità a partire dal 18 febbraio 2027. Questa scadenza si applica alle batterie industriali da 2 kWh e alle batterie di trazione per veicoli elettrici.
Debolezze strutturali del settore
Il rapporto di implementazione Minespider 2026 individua due debolezze strutturali che attraversano l'intero settore: la frammentazione dei dati lungo la catena di fornitura e l'assenza di processi per gli aggiornamenti dinamici dei dati. La EN 18222 affronta direttamente entrambi i problemi — ma non li risolve da sola. La norma crea la base tecnica; le aziende devono costruire autonomamente i processi interni.
Ambiente di test e registro: il contesto operativo
Parallelamente alla pubblicazione delle norme, il consorzio BatteryPass-Ready ha avviato il 24 giugno 2026 un ambiente di test pubblico per il Passaporto Digitale delle Batterie. Produttori e integratori di sistemi possono verificare se le loro implementazioni DPP soddisfano i requisiti delle nuove norme — un passaggio importante prima dell'entrata in vigore dell'obbligo.
Sul piano normativo, la Commissione europea sta lavorando a un registro centrale attraverso il quale tutti i DPP dovranno essere registrati e resi reperibili. Orgalim — l'associazione europea dell'industria tecnologica — ha pubblicato raccomandazioni chiare al riguardo: il registro deve supportare processi di registrazione automatizzati ad alto volume ed essere protetto dalle interruzioni operative. Per i produttori con milioni di prodotti, un processo di registrazione manuale è semplicemente impraticabile — l'infrastruttura deve supportare importazioni di massa, come quelle realizzate ad esempio tramite interfacce di importazione in blocco.
Cosa devono fare ora i produttori
La pubblicazione delle norme non è un invito ad aspettare — è il punto di partenza per l'implementazione tecnica. Tre ambiti di intervento sono immediatamente rilevanti:
1. Definire la strategia degli identificatori La EN 18219 ammette diversi schemi di identificazione, purché soddisfino i requisiti di univocità e persistenza. Le aziende che utilizzano già numeri GS1 possono basarsi sul sistema esistente. Chi non utilizza ancora un sistema di identificazione standardizzato deve decidere ora.
2. Verificare il modello di dati rispetto alla EN 18222 I database di prodotto esistenti sono raramente strutturati in modo da poter fungere direttamente da fonte dati DPP. La EN 18222 stabilisce requisiti di univocità semantica che superano le strutture interne a silos dei dati. Un'analisi dei divari rispetto alla norma è il primo passo più sensato.
3. Stabilire processi di aggiornamento per i dati dinamici Chi immette sul mercato batterie o altri prodotti con dati sullo stato soggetti a variazioni ha bisogno di un processo operativo che aggiorni automaticamente punti dati come il SoH o la cronologia delle riparazioni. Non è una questione soltanto informatica — richiede interfacce con officine, aziende di riciclo e fornitori di servizi logistici.
Le norme armonizzate EN 18219, EN 18220 ed EN 18222 sono standard tecnici, non documenti di marketing. Definiscono con precisione cosa deve essere in grado di fare un DPP conforme — e rendono così per la prima volta misurabile in modo vincolante ciò che finora lasciava spazio all'interpretazione. Per l'industria è al contempo una sfida e un'opportunità: chi implementa per tempo evita lo stress legato alla conformità poco prima della scadenza.