Con la conferenza DPP4EU 2026 a Bruxelles è stato raggiunto un traguardo tecnico: le norme europee di base per il Digital Product Passport (DPP) sono state finalizzate. Il Fraunhofer IPK ha annunciato il 1° giugno 2026 che il pacchetto di norme sviluppato nell’ambito del CEN/CENELEC JTC 24 istituisce un quadro coerente e tecnologicamente neutrale per i dati del ciclo di vita dei prodotti. Si conclude così la fase di incertezza sui principi tecnici fondamentali e inizia quella dell’attuazione.
Per le aziende che finora hanno atteso norme definitive, questo non è motivo per abbassare la guardia. È il segnale di partenza.
Cosa ha stabilito il CEN/CENELEC JTC 24
Il comitato di normazione JTC 24 ha adottato diversi standard interconnessi che, nel loro insieme, definiscono l’architettura tecnica del DPP. Due norme sono centrali:
- EN 18219 definisce il modello dei dati e i requisiti semantici per il DPP. Stabilisce quali informazioni debba contenere un pass, come debbano essere strutturate e come garantire l’interoperabilità tra sistemi diversi.
- EN 18220 disciplina il supporto del DPP, ossia il supporto fisico o digitale attraverso il quale il pass viene reso accessibile. Collega il pass allo standard GS1 Digital Link e consente così di utilizzare un unico URL — ad esempio sotto forma di codice QR o tag RAIN-RFID — come punto di accesso universale a tutte le informazioni del pass.
Il quadro è stato concepito intenzionalmente in modo tecnologicamente neutrale. Non prescrive uno specifico database, una piattaforma cloud o uno standard proprietario. Ciò che stabilisce è la struttura del punto di accesso e la semantica dei dati; tutto il resto spetta a chi implementa le soluzioni.
Perché EN 18219 è decisiva per l’architettura della Registry
Il consorzio CIRPASS-2 ha raccomandato esplicitamente, nel suo parere sul progetto di regolamento di esecuzione relativo alla Registry del DPP, di includere EN 18219 come riferimento vincolante. Il motivo è semplice: senza questo ancoraggio manca il collegamento di interoperabilità tra sistemi nazionali e settoriali.
La Registry stessa — come chiarisce il progetto di regolamento di esecuzione — memorizza esclusivamente tre dati: l’identificatore univoco, l’endpoint del resolver e il codice della merce. I dati effettivi del pass restano decentralizzati presso i produttori o i fiduciari dei dati autorizzati. EN 18219 garantisce che questi dati decentralizzati rimangano comunque leggibili dalle macchine e interoperabili.
La base normativa: ESPR e i regolamenti settoriali
Le norme tecniche non sono fini a se stesse. Rendono operativi requisiti stabiliti vincolanti dalla ESPR-Verordnung (EU) 2024/1781. La ESPR richiede che il DPP contenga «informazioni attuali e accurate», un requisito semplicemente impossibile da soddisfare senza una chiara architettura dei dati.
Ciò risulta particolarmente evidente nel caso del regolamento sulle batterie (UE) 2023/1542: i dati sulla capacità, che cambiano a causa del degrado durante la vita utile di una batteria, devono essere mantenuti costantemente aggiornati. Ciò presuppone un’infrastruttura che non memorizzi soltanto dati statici sul prodotto, ma gestisca anche aggiornamenti dinamici, a livello del singolo articolo e non soltanto della partita.
Lot e Item: una distinzione dalle conseguenze di vasta portata
Il progetto del JRC per il gruppo di prodotti dell’acciaio — rappresentativo di molti altri settori — distingue sistematicamente tra due livelli di granularità dei dati:
- Livello della partita (Lot): dati validi per un’intera partita di produzione, come l’impronta di CO₂ specifica del prodotto (PCF), che deve essere calcolata secondo metodi compatibili con la norma ISO-14067 e gestita a livello di partita.
- Livello dell’articolo (Item): dati validi per un singolo esemplare fisico, come il numero di serie, la cronologia delle riparazioni o lo stato attuale delle batterie.
Questa distinzione non è una sottigliezza accademica. Determina come debbano essere strutturati la gestione dei dati, i diritti di accesso e i processi di aggiornamento. Un sistema che gestisce soltanto gli ID delle partite non può soddisfare i requisiti a livello di articolo del regolamento sulle batterie. Viceversa, un sistema esclusivamente basato sugli articoli non sarebbe scalabile economicamente per merci di massa come i coil d’acciaio.
Dalla norma alla pratica: cosa devono fare ora le aziende
L’adozione delle norme segna il passaggio dalla fase di specificazione a quella di implementazione. Per le aziende dei settori interessati ciò significa concretamente:
Passo 1: definire la strategia degli identificatori
Ogni DPP necessita di un identificatore persistente e globalmente univoco. La norma EN 18220 e lo standard GS1 Digital Link definiscono come questo identificatore debba essere strutturato come URL risolvibile. Le aziende che già utilizzano GTINs e strutture GS1 partono avvantaggiate: devono semplicemente trasferire gli identificatori esistenti nello schema Digital Link.
Un GS1 Digital Link conforme per un singolo prodotto, ad esempio, è:
https://id.example.com/01/04012345678901/21/XYZ-987654
In questo caso, 01 indica l’GTIN applicativo e 21 il numero di serie. Il resolver dietro questo URL reindirizza, a seconda del contesto — consumatore, centro di riparazione, autorità doganale — a diverse viste dei dati.
Passo 2: strutturare il modello dei dati secondo EN 18219
La norma definisce campi obbligatori, campi opzionali e formati di dati ammessi. Le aziende devono verificare quali dei propri dati di prodotto esistenti siano già conformi alla norma e dove vi siano lacune, ad esempio per quanto riguarda i punteggi di riparabilità, la composizione dei materiali o le informazioni sulla catena di fornitura.
Passo 3: scegliere e implementare la tecnologia del carrier
EN 18220 ammette diversi supporti: codice QR, NFC, RAIN-RFID e altri. La scelta dipende dal tipo di prodotto, dalla catena di fornitura e dai requisiti degli acquirenti. Per le applicazioni industriali il RAIN-RFID sta acquisendo importanza: TEKLYNX ha già aggiornato il proprio software CODESOFT per supportare gli schemi di codifica GS1 «++», che consentono di scrivere direttamente gli URL web nella memoria dei tag RAIN-RFID, un requisito tecnico derivante direttamente dalla combinazione di EN 18220 e dello standard GS1 Digital Link.
Passo 4: garantire la manutenzione dinamica dei dati
Il requisito ESPR relativo a «informazioni attuali e accurate» non è un’attività una tantum. Le aziende devono stabilire processi che garantiscano l’aggiornamento dei dati del pass in occasione di eventi rilevanti: riparazione, sostituzione di componenti, rivendita, smaltimento. Ciò richiede responsabilità chiare nella catena di fornitura e interfacce tecniche tra i sistemi coinvolti.
Cosa manca ancora: regolamenti di esecuzione e scadenze settoriali
Le norme di base ci sono, ma i regolamenti di esecuzione specifici per settore non sono ancora tutti disponibili. La Commissione europea sta attualmente lavorando ad atti delegati per i primi gruppi di prodotti soggetti all’obbligo. Le batterie dispongono già di un proprio quadro normativo grazie al regolamento sulle batterie (UE) 2023/1542. Tessili, elettronica e acciaio seguiranno nell’ambito dell’attuazione del ESPR.
Per le aziende questo significa che l’architettura tecnica di base è pronta e dovrebbe essere costruita ora. I requisiti sui dati specifici dei vari settori saranno definiti più concretamente nei prossimi mesi, ma chi aspetta a implementare fino all’adozione di tutti gli atti delegati si troverà sotto pressione.
Le norme sono state adottate. Il quadro è definito. La domanda non è più se, ma quando e quanto preparate le aziende entreranno nell’obbligo.